Cosa vedere in Corso Italia

Un articolo su cosa vedere in Corso Italia a Cortina d'Ampezzo, dalla Basilica alla Cooperativa, dallo Stadio a Casa Corazza. Tutti i punti di interesse che Corso Italia ha da mostrare agli ospiti di Cortina.

Indice rapido (Click per espandere) Introduzione Il Campanile di Cortina Basilica dei Santi Filippo e Giacomo "El Comun Vecio" Piazza Angelo Dibona "Ra Ciasa de ra Regoles" Casa Corazza La Cooperativa di Cortina Il municipio di Cortina L'ex palazzo delle Poste di Gellner "Ra Ciasa de i pùpe" Lo Stadio del Ghiaccio Alexander Girardi Hall Negozi e locali Conclusione

Introduzione

Il Corso Italia di Cortina è senza dubbio una delle vie più prestigiose e conosciute delle Dolomiti. Si tratta di un'isola pedonale, della lunghezza di 600 metri, nel centro di Cortina d'Ampezzo. Lungo Corso Italia boutique alla moda si alternano a negozi, locali, ristoranti ed edifici di pubblica utilità. Il Corso Italia di Cortina è un immancabile punto di ritrovo, sia per i residenti che per gli ospiti di Cortina.

...una delle vie più prestigiose e conosciute delle Dolomiti...

I negozi, nei vari anni, cambiano marchi e vetrine, in una continua evoluzione che segue le mode del momento. In questa guida vogliamo però concentrarci sui "capisaldi" di Corso Italia, ovvero sugli edifici ed i monumenti che resteranno immutati nei decenni a venire. Vogliamo farlo con delle fotografie ed una breve descrizione dei punti di interesse cercando, quando possibile, di raccontandovi anche alcune curiosità sugli stabili che si affacciano sul Corso Italia di Cortina, una strada che tutti dovrebbero percorrere almeno una volta nella vita.

Corso Italia a Cortina visto dal lato della Cooperativa di Cortina
Foto del Corso Italia e del campanile di Cortina d'Ampezzo
El Comun Vecio di Cortina ed il Corso Italia visti dal lato dell'hotel Posta
(1) Corso Italia visto dalla Cooperativa. (2) Corso Italia ed il campanile. (3) Il vecchio comune di Cortina.

Il Campanile di Cortina

Iniziamo la nostra passeggiata dal Campanile di Cortina d'AmpezzoPiccola icona mappa, simbolo indiscusso del paese e punto di riferimento ben visibile da quasi tutta la vallata.

Posizionato proprio al centro del Corso Italia, con i suoi 70 metri svetta in tutto il suo maestoso splendore. Realizzato in stile bizantino, è stato eretto tra il 1852 ed il 1858 dall'architetto ampezzano Silvestro Franceschi per sostituire la precedente torre, risalente al 1590. Le campane del campanile di Cortina sono state realizzate su misura dalla ditta Grassmayr di Innsbruck e sono famose per il loro splendido concerto.

Si racconta che nel 1917 l'imperatore Carlo d'Austria, dopo averle sentite suonare, ne sia rimasto così colpito da proibirne la fusione per farne cannoni. A memoria di questo evento, potrete trovare una targa commemorativa sulla porta di ingresso del campanile, ad oggi chiuso al pubblico. Se vi capita di sentirle suonare, soffermatevi un attimo a sentirne lo splendido rintocco.

Il campanile è realizzato completamente in pietra di Dolomia, la stessa di cui sono composte le Dolomiti, ed è stata raccolta in una cava ai piedi del monte Faloria. Si stima che il campanile sia costato circa 200.000 mila fiorini, equivalente a circa cinque milioni di euro attuali. Se vuoi sapere qualcosa di più sul campanile di Cortina, ti invitiamo a leggere la pagina che abbiamo scritto sull'argomento

Lasciamoci ora il campanile alle spalle e dirigiamoci verso la Basilica, entrando dall'ingresso principale.

Il campanile di Cortina e la Ciasa de ra Regoles
Le campane del campanile di Cortina d'Ampezzo
Il campanile di Cortina fotografato di notte
(1) Il Campanile e Casa delle Regole. (2) Le campane viste da sotto. (3) Notturna del Campanile.
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Basilica dei Santi Filippo e Giacomo

La Chiesa Parrocchiale di CortinaPiccola icona mappa (Basilica Minore dal 2011) é il centro della vita religiosa del paese. Realizzata nel 1769 sulle fondamenta di due chiese precedenti (del XIII e del XVI secolo), raccoglie al suo interno alcune delle opere più significative dell'arte cristiana Ampezzana.
La chiesa è dedicata ai Santi patroni Filippo e Giacomo, visibili sulle nicchie della sua unica navata in stile settecentesco.

All'interno della Basilica Minore è possibile osservare gli affreschi di Giuseppe Ghedina, prolifico artista ampezzano del 1800, autore anche degli affreschi della "Ciasa dei pupe", di cui parleremo in seguito. L'altare Maggiore, in legno marmorizzato, è stato realizzato da Johanes Mussack e dipinto da Antonio Zanchi, mentre le decorazioni della volta della navata sono state realizzate da Franz Anton Zeiler.

Prima di uscire dalla porta principale, alzate lo sguardo per ammirare l'organo del 1954, uno strumento da 3078 canne realizzato dalla ditta Mauracher di Linz. Una curiosità: osservando l'affresco a destra dell'altare, è possibile vedere una rappresentazione di Cortina disegnata al di sotto del santo patrono.

La basilica di Cortina fotografata da Piazza Roma
Fotografia panoramica degli interni della basilica di Cortina d'Ampezzo
Un altare laterale della chiesa di Cortina
(1) La Basilica vista da Piazza Roma. (2) La navata della Basilica. (3) Uno degli altari laterali.

El Comun Vecio

Davanti alla chiesa parrocchiale è possibile vedere un grande edificio giallo, con decorati sulle facciate diversi stemmi araldici, disegnati originariamente alla fine degli anni '20.
Scritto rigorosamente in dialetto, El Comun Vecio di CortinaPiccola icona mappa è la vecchia sede del municipio di Cortina, oggi destinata ad altri scopi.

Un tempo nelle sue stanze si tenevano le riunioni del Comune, le lezioni di scuola ed anche i processi. C'erano inoltre una prigione ed il magazzino del grano e del sale. Attualmente nel vecchio comune si possono trovare l'ufficio di informazioni turistiche (che potrebbe tornarvi utile), la biblioteca civica, la sede del Corpo Musicale di Cortina oltre ad alcuni uffici ed esercizi commerciali. La piazza antistante al comune si chiama Piazza Roma, ed è la fermata principale di tutti gli autobus urbani. Nel 1850 il palazzo ha corso il rischio di venire smantellato per realizzare una piazza, in modo da dare maggior risalto alla chiesa, ma per fortuna ha resistito fino ai giorni nostri.

Se passate a Cortina nel mese di Dicembre, potrete osservare un pittoresco calendario dell'avvento, realizzato illuminando, giorno dopo giorno, le venticinque finestre della facciata che guarda in direzione della passeggiata di Corso Italia. Lasciamoci ora il vecchio comune alle spalle e dirigiamoci verso Piazza Angelo Dibona.

Il comune vecchio di Cortina dal lato della chiesa
Gli stemmi delle famiglie ampezzane sulla facciata del Comun Vecio
Il calendario dell'avvento sulle finestre del Comun Vecio
(1) L'ex comune dal lato verso Corso Italia. (2) Stemmi ampezzani sulle sue facciate. (3) Il calendario dell'avvento.

Piazza Angelo Dibona

Piazza Angelo DibonaPiccola icona mappa è la piazza centrale di Cortina, dove si svolgono gran parte delle manifestazioni pubbliche e dei concerti. Grazie alla struttura estraibile della "Conchiglia" gli eventi possono avere una copertura dal sole o dalla pioggia ed una bella scenografia.

La piazza era conosciuta come Piazza Venezia, ma recentemente ha preso il nome nome dal noto alpinista Angelo Dibona, di cui è possibile vedere il busto in bronzo realizzato dall'artista Murer nel 1976. Piazza Dibona offre una bella panoramica del corso, del campanile e della Tofana ed è uno dei punti più fotografati di Corso Italia, compreso l'immancabile selfie sotto il Campanile. Se avete la fortuna di capitare a Cortina durante la sagra (la prima domenica di Luglio) o durante la Festa delle Bande (l'ultima settimana di Agosto) vedrete la piazza gremita di persone che festeggiano. Durante l'anno ci sono comunque molti altri eventi che vengono organizzati in questo luogo.

Oltre alla statua di Angelo Dibona, dal Dicembre 2015, la piazza ospita anche il primo monumento al poliziotto di montagna. Si tratta di un busto in bronzo dedicato alle forze dell'ordine che garantiscono la sicurezza e la legalità nei centri turistici tra le montagne d’Italia. La scultura, realizzata dall’artista Beppino Lorenzot, è stata posizionata su un masso recuperato dalla frana di Acquabona che, nel 2015, ha provocato la morte di tre persone.
Subito dietro la statua si trova Cortina Banca, una delle più antiche banche di credito cooperativo d'Italia, che conserva al suo interno l'affresco delle "Sibille", opera risalente alla prima metà del 1400, recuperata nel 1893 durante un restauro dello stabile. É un dipinto interessante perché, nonostante Cortina ai tempi fosse sotto l'Impero Austro-Ungarico, lo stile giottesco identifica come italiana l'dentità artistica di Cortina.

Volete sapere una storia curiosa su Piazza Dibona? Pare che nel giugno del 2012 due turisti milanesi abbiano visto il fantasma di un pilota d'aerei tedesco attraversare la piazza per poi scomparire. Il fatto è finito sui giornali ed ha creato un po' di scalpore, ma sembra non ci siano stati più avvistamenti. Per dare un minimo di "credibilità" alla storia potete leggere un articolo di giornale che parla del fatto, anche se in paese c'è stato il sospetto che si trattasse di una simpatica operazione di marketing.

Adesso voltate le spalle alla piazza e dirigetevi verso la "Ciasa de ra Regoles", l'edificio con gli gli stemmi delle Regole d’Ampezzo dipinti sulla facciata.

Foto panoramica di Piazza Angelo Dibona con campanile e conchiglia
Un concerto nella conchiglia di Cortina durante la sagra d'Ampezzo
Statua di Angelo Dibona in piazza Dibona a Cortina
(1) Panoramica di Piazza Angelo Dibona. (2) La conchiglia aperta per un concerto. (3) Il busto di Angelo Dibona.

Ra Ciasa de ra Regoles

Scritta rigorosamente in dialetto, si traduce come La Casa delle RegolePiccola icona mappa. Le Regole sono un ente ampezzano molto antico per la tutela e la regolamentazione del territorio. I loro scopi principali sono la tutela del verde, la regolamentazione della costruzione di nuovi edifici pubblici, la gestione del parco naturale, la manutenzione del bosco e la gestione delle proprietà collettive.

La "Ciasa de ra Regoles" è uno degli edifici civili più importanti di Cortina d’Ampezzo. Nato come scuola comunale, dal 1957 è diventata la sede delle Regole d’Ampezzo, che da secoli gestiscono il territorio di Cortina. L'edificio è realizzato nel classico stile Austrico del 1800, ulteriormente enfatizzato dal restauro del 2019.

Il palazzo è caratterizzato da un tetto a padiglione con cornicione sagomato. Una particolarità che potrebbe passare inosservata è l'assenza di poggioli, tipica delle opere austriache di questo periodo. Le finestre sono decorate e le facciate dell'edificio sono colorate di una tinta molto simile a quella del "Comun vecio", di cui abbiamo parlato in precedenza.

Al piano terra della "Ciasa de ra Regoles" è possibile visitare il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi, una delle collezioni private di arte moderna più importanti d'Italia. Al suo interno sono esposte opere di artisiti del calibro De Chirico, Morandi, Martini e Rotella, donate alle Regole nel 1974 dalla vedova di Mario Rimoldi, noto collezionista d'arte e mecenate cortinese.
Se volete aver maggiori informazioni sul Museo d’Arte Moderna, abbiamo scritto una approfondimento, che potete leggere cliccando qui.

In passato il palazzo ospitava anche il museo Etnografico Regole d’Ampezzo e il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini, che ad oggi sono stati trasferiti presso l’Alexander Girardi HallPiccola icona mappa, un edificio a poca distanza dal centro e di cui parleremo più in basso. Una volta usciti dalla casa delle regole, voltate a destra per vedere casa Corazza, riconoscibile dall'orologio sulla facciata.

Ra Ciasa de ra Regoles di Cortina d'Ampezzo
Interni della casa delle regole di Cortina
Un'altra prospettiva dell'edificio.
(1) Ra Ciasa de ra Regoles. (2) Interni della casa delle regole. (3) Notturna del Campanile.
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Casa Corazza

Leggermente spostata rispetto al Corso, vicino al piccolo parcheggio dietro Ciasa de ra Regoles, è possibile vedere Casa CorazzaPiccola icona mappa, un'antica casa ampezzana, con un orologio e le scritte: "CORAZZA" e "AMPEZZO" sulla facciata. L'edificio, di proprietà privata, è visibile solo esternamente.

Si tratta di una vecchia casa originariamente abitata da una famiglia di orologiai ed è uno degli edifici più antichi di Cortina, datata tra il 1400 ed il 1500. La famiglia che anticamente viveva in questa casa era soprannominata "Corazza" in quanto lavorava nella costruzione di corazze, per poi specializzarsi nell'arte del ferro battuto e successivamente in quella più complessa della costruzione di orologi. Da qui si capisce l'origine dell'orologio sulla facciata.

Se fate attenzione all'architettura della casa, potrete osservare le caratteristiche della casa tradizionale di montagna: muri spessi, realizzati in pietra, con finestre molto piccole per ripararsi dal freddo e di solito posizionate in modo non troppo simmetrico. Tornate ora sul Corso e dirigetevi verso destra, nei pressi della Cooperativa di Cortina, prossima destinazione del nostro articolo su cosa vedere in Corso Italia a Cortina d'Ampezzo.

Casa Corazza di Cortina d'Ampezzo vista da Corso Italia
Un dettaglio delle finestre di Casa Corazza, piccole ed asimmetriche
Un dettaglio dell'orologio di Casa Corazza a Cortina
(1) Casa Corazza vista da Corso Italia. (2) Le finestre, piccole ed asimmetriche. (3) L'orologio di Casa Corazza.

La Cooperativa di Cortina

Venire a Cortina e non visitare la CooperativaPiccola icona mappa è come andare a Roma e non vedere il Colosseo. La Cooperativa di Cortina nasce nel 1893 come un magazzino dove acquistare beni di prima necessità, ma grazie all'impegno dei 25 soci fondatori, ben presto diventa un punto di riferimento e di ritrovo per tutto il paese. Ad oggi la Cooperativa ha una superficie espositiva di 4000mq, oltre ad altri sei negozi lungo Corso Italia.

Sviluppato su tre piani, al suo interno potrete trovare una vastissima scelta di prodotti, dagli alimentari alle ferramenta, dalle scarpe all'abbigliamento. Oltre ad essere un noto luogo di incontro (se vi piace andare a caccia di VIP in Agosto e Natale è difficile non trovarne qualcuno) è un negozio molto ben fornito, con molte delle più prestigiose marche in tutti i settori merceologici che tratta. Senza dubbio, quando cala il sole o se la giornata è nuvolosa, la Cooperativa è il rifugio d'eccellenza per passare qualche ora di svago, in qualsiasi momento dell'anno. Una volta finito con il vostro shopping, usciti dalla Cooperativa, vedrete di fronte a voi il municipio di Cortina, prossima tappa del nostro giro alla scoperta di Corso Italia a Cortina.

La Cooperativa di Cortina vista dal Corso Italia
Il reparto abbigliamento della Cooperativa di Cortina
Il piano terra e la ferramenta della Cooperativa di Cortina d'Ampezzo
(1) La Cooperativa dal "Corso Italia". (2) Il reparto abbigliamento. (3) Il piano terra della Cooperativa.

Il municipio di Cortina

Il municipio di CortinaPiccola icona mappa è stato costruito nel 1836 ed è la sede amministrativa del paese. Una volta entrati dal portone principale, oltre agli uffici comunali, è potrete vedere esposti i cannoni di Radetzky. Questi due pezzi di artiglieria appartenevano alla fortezza veneziana di Palmanova e sono stati regalati alla comunità d'Ampezzo dal Feldmaresciallo Josef Radetzky nel 1851 per poterli fondere e farne campane per il campanile, all'epoca in costruzione. Visto le condizioni perfette dei cannoni, si decise di conservarli integri in modo da poterli eventualmente utilizzare come deterrente. Fortunatamente hanno sempre sparato solo a salve.

Se il nome Radetzky vi ricorda qualcosa, probabilmente è dovuto alla famosa marcia di Radetzky, composta da Johann Baptist Strauss in onore della riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari del 1848. La marcia è molto conosciuta ed è abitualmente suonata dal Corpo Musicale di Cortina d'Ampezzo, inoltre viene proposta ogni anno nel concertone di fine sfilata della festa delle bande di Cortina, l'ultima domenica di Agosto. Ora ripercorriamo i nostri passi e dirigiamoci verso Largo delle Poste, dove potremo vedere il Palazzo delle Poste di Gellner.

Il municipio di Cortina d'Ampezzo
I cannoni di Josef Radetzky nel municipio di Cortina
Il municipio di Cortina d'Ampezzo visto da Corso Italia
(1) La facciata del municipio di Cortina. (2) Uno dei cannoni di Josef Radetzky. (3) Il municipio da Corso Italia.
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L'ex Palazzo delle Poste di Gellner

Eduard Gellner è stato un architetto noto principalmente per il progetto del Villaggio Residenziale Eni di Borca di Cadore. Ha raggiunto fama internazionale grazie ad alcune opere di architettura realizzate per i giochi olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo del 1956, tra queste il Palazzo Telve, o Palazzo delle PostePiccola icona mappa.

Lo stile di Gellner può essere definito "architettura moderna alpina", ma alcune opere hanno suscitato alcune critiche in quanto, per abolire il richiamo al folklore e al rustico, l'architetto ha rischiato di calcare un po' troppo la mano, come da lui stesso ammesso in una conferenza del 1973 a Vienna dal titolo "Architettura e ambiente". Senza dubbio il Palazzo delle Poste è una di queste opere, dove il desiderio di polemica contro il rustico si è espresso in un'opera moderna e fuori dai canoni dell'epoca. Per contestualizzare meglio dobbiamo ricordarci che erano gli anni cinquanta, ed in pieno dopoguerra il desiderio di creare qualcosa di nuovo era forte, anche grazie a materiali innovativi come il cemento armato.

Alla luce di questi fatti, possiamo comunque dire che il palazzo ancora oggi non passa inosservato. L'alternanza tra il cemento armato ed il legno, con alcuni pannelli dipinti di azzurro ed altri di rosso mattone, lo rendono fortemente riconoscibile. Il fatto che piaccia o no è assolutamente soggettivo, ma è innegabile che il Palazzo Telve rappresenti un pezzo di storia dell'architettura italiana e vale la pena di fermarsi ad osservarlo. Una volta che avete capito se l'edificio vi piace oppure no, potete proseguire lungo Corso Italia fino alla più tradizionale "Ciasa de i Pùpe".

Il Palazzo delle Poste di Gellner a Cortina d'Ampezzo
Palazzo Telve di Gellner in piazza delle poste a Cortina
Dettaglio dei pannelli dipinti del palazzo poste di Cortina
(1) L'ex Palazzo delle Poste di Cortina. (2) Palazzo Telve in Corso Italia. (3) Dettaglio dei pannelli dipinti.

Ra Ciasa de i pùpe

Scritta rigorosamente in dialetto, si traduce come "la casa dei pupi" o anche "la casa dei bambini". La Ciasa de i pùpePiccola icona mappa è un edificio quasi completamente affrescato dai fratelli Luigi, Angelo e Giuseppe Ghedina (di cui abbiamo accennato per gli affreschi della Chiesa Parrocchiale). L'edificio nasceva come dependance dell'albergo Aquila Nera, come testimonia la scritta sotto il piccolo poggiolo che guarda il Corso Italia. I tre fratelli erano figli del proprietario dell'albergo ed hanno dipinto la facciata Est con delle scene dove sono rappresentate le arti e le scienze, mentre la facciata sud è stata decorata con scene di vita ampezzana che rappresentano le quattro età dell'uomo (infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia). Si racconta che il pannello bianco sia stato lasciato volutamente libero, utilizzabile da chiunque volesse sfidare il talento dei fratelli Ghedina nella pittura.

Al momento il palazzo non può essere visitato all'interno, in quanto gli spazi originariamente destinati all'albergo sono stati convertiti in appartamenti e negozi. Delle tre fotografie proposte di seguito, la più bella secondo noi è senza dubbio la cartolina d'epoca, dove si possono chiaramente vedere gli affreschi come apparivano originariamente. Si ringrazia la pagina Facebook C'era una volta Cortina per averci permesso di pubblicarla.

La "Ciasa de i pùpe" sarebbe l'ultimo palazzo di cui vogliamo parlare in questo articolo su Corso Italia, ma prima di passare a locali, negozi e bar vi consigliamo di proseguire oltre il Corso, fino a raggiungere via del Castello e lo Stadio del Ghiaccio di Cortina.

La Ciasa dei Pupe in Corso Italia a Cortina d'Ampezzo
Dettaglio della scritta aquila nera su ciasa dei pupe a Cortina
Cartolina storica di Cortina d'Ampezzo ritrae ciasa dei pupe
(1) La Ciasa dei Pupe a Cortina. (2) Dettaglio della scritta "Aquila nera". (3) Come appariva l'edificio in passato.

Lo Stadio del Ghiaccio

Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio di CortinaPiccola icona mappa è stato realizzato in occasione dei VII Giochi Olimpici Invernali del 1956, ospitati a Cortina d'Ampezzo, i primi al mondo ad essere trasmessi in televisione. Al suo interno si sono svolte le celebrazioni di apertura e di chiusura delle olimpiadi e le competizioni sportive su ghiaccio. L'impianto fu costruito dall'impresa Viviani Donato e figli, di Cornuda (TV).

In origine lo stadio era aperto e poteva ospitare fino a 12.000 persone, ma i costi di gestione per lo sgombero neve e le norme sull'obbligo di svolgere al coperto i grandi eventi su ghiaccio hanno costretto a coprire la pista di pattinaggio. Dopo alcune polemiche, nel 2004 viene commissionata alla la ditta Costruzioni Cimolai Armando di Pordenone una copertura in acciaio e vetro per garantire l'uso dell'impianto anche nel periodo estivo o in condizioni di maltempo. Al momento lo stadio ha una capienza di 7000 spettatori ed ospita le attività delle varie Società Sportive di sport su ghiaccio, oltre che un parco giochi all'aperto accessibile nel periodo estivo. All'esterno dello stadio è possibile vedere il braciere olimpico, posto sopra una pedana in legno decorata con i cinque cerchi olimpici.

Prima di procedere vi lascio con un paio di curiosità:

All'inizio del viale che conduce allo stadio è posizionato un grande sasso dedicato a Déodat de Dolomieu, uno studioso francese che nel 1791 pubblicò un articolo su una roccia calcarea scoperta nelle Alpi e che venne definita Dolomia proprio in suo onore. Le Dolomiti sono talmente uniche nel loro genere da essere considerate Patrimonio Naturale dell'Umanità dall'Unesco, sia per la loro bellezza che per le loro caratteristiche geologiche. Se volete sapere qualcosa di più sulle Dolomiti e la loro formazione, vi consigliamo di leggere la pagina sulla storia geologica delle Dolomiti

La pista di pattinaggio dello stadio del Ghiaccio di Cortina d'Ampezzo
Stadio del Ghiaccio di Cortina illuminato con il tricolore di notte
Monumento a Deodat de Dolomieu nei pressi dello stadio di Cortina
(1) Il parco giochi dello stadio. (2) Lo stadio del ghiaccio di notte (3) Monumento a Deodat de Dolomieu

Alexander Girardi Hall

Il Centro Polifunzionale Alexander Girardi HallPiccola icona mappa è un complesso creato con lo scopo di unire tradizione e servizi pubblici. Nasce nel 2006 come sala polifunzionale e spazio congressi con 634 posti a sedere. Al suo interno possono essere organizzati concerti, feste e conferenze. Oltre all'ampia sala conferenze sono presenti tre sale più piccole, il Centro di studi naturalistici e storici e le ricostruzioni della Grande Guerra sulle Dolomiti Ampezzane.

Come accennato in precedenza, negli spazi dell'Alexander Girardi Hall sono stati trasferiti anche il Museo delle Regole d'Ampezzo ed il Il Museo Paleontologico Rinaldo Zardini. Cliccando i rispettivi nomi potrete andare direttamente alla pagina approfondita che abbiamo scritto per ciascuno di loro.

Entrambe queste strutture hanno un grande valore storico per il comune di Cortina d'Ampezzo, in quanto rappresentano uno spaccato delle tradizioni ampezzane ed un tributo a Rinaldo Zardini, un famoso paleontologo Ampezzano noto per aver scoperto migliaia di fossili negli strati cassiani intorno a Cortina. La collezione di fossili è una delle più complete d'Europa e comprende alcuni esemplari di ambre vecchie milioni di anni.

La sala principale è stata intitolata ad Alexander Girardi, un tenore austriaco nato nel 1850 ed emigrato a Graz da Cortina d'Ampezzo. Ha interpetato diverse parti che lo hanno reso famoso nei teatri di Vienna e Parigi. É sepolto nel cimitero centrale di Vienna.

Gli esterni dell'Alexander Girardi Hall
Immagine di un concerto dei the sun suonanto all'interno delle sale dell'Alexander Girardi Hall
Il museo delle Regole d'Ampezzo
(1) Esterni dell'Alexander Girardi Hall. (2) Un concerto suonanto all'interno. (3) Il museo delle Regole d'Ampezzo.
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Negozi e locali

Il nostro articolo su cosa vedere in Corso Italia a Cortina si concluderebbe qui, ma il centro del paese non è fatto solo di edifici storici. Cortina è famosa in tutto il mondo anche per le sue boutique alla moda e per i suoi locali, dove bere qualcosa dopo aver trascorso la giornata all'aperto o per mangiare un boccone. Lo scopo di questa pagina non è quello di fare pubblicità a nessuno, nè tantomeno di trascurare qualcun altro. Considerate quindi che i locali o i negozi che andremo a consigliarvi sono quelli che, per un motivo o per l'altro, ci sono venuti in mente. Va anche detto che siamo un piccolo paese: passeggiando per Corso Italia vedrete con i vostri occhi quali sono le vetrine o i locali che catturano la vostra attenzione.

Vetrine del negozio Dior decorato per il natale
La galleria d'Arte Proietti in Corso Italia a Cortina
Gioielleria Bartorelli con addobbi natalizi
(1) Luci natalizie in un negozio del centro. (2) Una delle gallerie d'arte del centro. (3) Decorazioni invernali in Corso Italia.

Le più grandi marche hanno una vetrina a Cortina, quindi lungo il Corso troverete sicuramente qualche negozio dove fermarvi. Al momento le boutique più gettonate sono quelle delle grandi marche stilistiche, posizionate lungo tutto il corso. Per citarne una, la boutique di DiorPiccola icona mappa, un pop-up store realizzato in collaborazione con Franz Kraler. Oltre ai negozi di abbigliamento, Cortina è famosa anche per le sue gallerie d'Arte. Non è difficile, passeggiando per il centro, imbattersi in un'opera di De Chirico o Fontana esposta nella vetrina di qualche galleria.

Se state cercando un posto dove bere qualcosa o divertirvi le alternative sono molte, ma i bar più alla moda sono quelli del pieno centro. L' enoteca Baita FrainaPiccola icona mappa, il Bar SportPiccola icona mappa e il JanboPiccola icona mappa sono i locali più affollati, ma l'aperitivo alla SuitePiccola icona mappa (sotto il campanile) forse è quello più di tendenza. Al momento a causa delle restizioni dovute al Covid la movida ha un po' rallentato, ma siamo sicuri che a breve tornerà tutto come prima. Se volete approfondire l'argomento su dove divertirsi a Cortina, vi consigliamo questa pagina di approfondimento. Se invece dopo tutto questo camminare e scoprire vi fosse venuta un po' di fame, vi consigliamo anche di leggere il nostro articolo su dove mangiare a Cortina d'Ampezzo per tutte le tasche.

Nonostante il centro sia il punto dove si trovano gran parte dei negozi, il modo migliore per scoprire Cortina è di andare un po' a caso. Non abbiate paura di entrare in qualche strada poco frequentata, avendo come riferimento il campanile è praticamente impossibile perdersi. Cortina, inoltre, è un paese molto tranquillo, dove è estremamente difficile avere problemi, anche nelle vie meno frequentate.

Conclusione

Per fare qualche esempio di cosa è possibile trovare allontanandosi di pochi passi da Corso Italia, tornate nella piazza del palazzo delle Poste. Proseguendo pochi metri verso il campanile troverete un'altro dei locali da aperitivo più frequentati di Cortina: Villa SandiPiccola icona mappa. In pochissimi minuti è possibile raggiungere anche la stazione di Cortina, nelle cui vicinanze si posso trovare l'ottima gelateria Da Po'Piccola icona mappa e la passeggiata dell'ex ferroviaPiccola icona mappa, dove è possibile camminare verso sud e verso nord per chilometri, con una pendenza regolare adatta a non stancarsi troppo. Sempre vicino alla stazione, ogni martedì e ogni venerdi mattina, viene fatto il tradizionale mercato, con bancarelle che vendono prodotti di vario tipo, dagli alimentari alle scarpe (se volete il pollo arrosto, vi consiglio di prenotare).

Sperando che la pagina su cosa vedere in Corso Italia a Cortina vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere tutti gli articoli che abbiamo scritto su Cortina d'Ampezzo cliccando qui.

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