Percorso
Mappa
Introduzione
Scopriamo insieme questa facile passeggiata che, dal centro di Cortina, porta fino a San Vito di Cadore. Nonostante la lunghezza di dodici chilometri, si tratta di una camminata semplice, con una pendenza davvero minima, in gran parte su fondo asfaltato. Il ritorno, se ben calcolato, può essere anche fatto in corriera.
La strada si snoda in parte lungo il tracciato dell'ex ferrovia, uno tratti più suggestivi della ciclabile delle Dolomiti, ed in parte lungo l'antica strada regia di Alemagna, che in epoca medioevale univa Venezia con Augusta, capitale della Rezia, in Germania.
Nonostante il tragitto sia sempre chiaro e ben segnalato, potete comunque seguire il nostro tracciato su Google Maps cliccando qui.
Escursione
La camminata verso San Vito, per come abbiamo scelto di presentarvela, inizia nei pressi della partenza della Funivia Faloria, che è il punto più comodo per imboccare l'ex ferrovia dal centro di Cortina. Da qui, prendete il ponte che sovrasta la strada statale.
Per non rovinarvi la sorpresa, abbiamo selezionato delle fotografie ideali per capire il tragitto, ma non troppo panoramiche. Considerata la vicinanza al centro e la semplicità della passeggiata, vogliamo lasciare a voi la scoperta degli splendidi panorami che vi attendono.
La passeggiata prosegue lieve, incrociando via Menardi e, successivamente, Via Faloria. Alla fine di un lungo rettilineo, un paio di curve vi segnaleranno l'ingresso in località Cojana, dove incontrerete un semaforo che vi permetterà, premendo il bottone, di attraversare la strada statale in sicurezza.
Il tratto di strada seguente è immerso nel verde ed offre degli scorci spettacolari sui monti Faloria, Antelao e sulle Cinque Torri. Fino a qui, la camminata dovrebbe avervi impegnato all'incirca trenta minuti.
Proseguite tenendo l'Hotel Rosapetra alla vostra sinistra e proseguite sempre dritti ai due incroci successivi, restando lungo il percorso ciclo-pedonale; potete consultare la segnaletica in caso di dubbi. In una decina di minuti raggiungerete l'ex casello ferroviario di Zuel.
Da qui, proseguite costeggiando la strada statale 51 di Alemagna per circa un chilometro, protetti dal generoso guardrail. Una volta raggiunto l'incrocio per Pian da Lago, svoltate a destra e scendete, seguendo le indicazioni della ciclabile delle Dolomiti, segnalata nei cartelli come E1. Questa piccola deviazione è necessaria per evitare di camminare lungo la strada statale che, nel tratto successivo, sarebbe sprovvista di marciapiede e di protezioni.
Alla fine della discesa raggiungerete l'incrocio di Pian da Lago, andate dritti, tenendo sulla vostra destra il capannone con scritto Carrozzeria. Pochi di metri dopo l'incrocio dovrete fare una brusca svolta a sinistra, ben segnalata dai cartelli della ciclabile, salendo poi lungo la stradina sterrata in ghiaia.
Una volta raggiunta la località di Acquabona potreste approfittare del Bar Area 51 per fare una sosta, oppure potete attraversare il villaggio e proseguire brevemente nel bosco, verso la strada statale.
A questo punto dovrete costeggiare la statale per un breve tratto, di circa duecento metri. Prendete poi la strada che scende leggermente a destra, discostandosi dalla statale e diventando sempre più boschiva.
Probabilmente avrete sentito parlare della frana che ha causato diversi problemi alla viabilità. Se osservate alla vostra sinistra, vedrete chiaramente il percorso di una di queste colate detritiche.
Da qui la strada diventa sterrata e prosegue lieve nel bosco, offrendo splendidi panorami sul Monte Antelao. Mentre proseguite dritti, cercate di stare sul bordo della carreggiata, per lasciare spazio alle eventuali biciclette di passaggio, che su questo tratto sono piuttosto frequenti.
In un'ora e mezza abbondante raggiungerete Dogana Vecchia, così chiamata in quanto è stata il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico per secoli, fino alla fine della Prima Guerra Mondiale. Dopo aver superato i pochi edifici presenti, la strada prosegue asfaltata in direzione San Vito di Cadore.
Il percorso continua nel bosco, parallelo alla statale, per altri quaranta minuti, alternando tratti in ghiaia e in asfalto. Saprete di essere arrivati alla frazione di Chiapuzza quando vedrete lo stabilimento della Calcestruzzi Dolomiti e un sottopassaggio, che vi permetterà di attraversare in sicurezza la statale di Alemagna.
Da qui la strada si riconnette al tracciato dell'ex ferrovia, facendosi più ampia e ancora più facile da percorrere.
In lontananza apparirà il centro di San Vito e, osservando in basso, sarà possibile vedere il lago di Mosigo, dove sono state girate due stagioni della nota serie televisiva Un Passo dal Cielo.
Da qui vi rimangono da percorrere gli ultimi trenta minuti. Inizialmente vi aspetta un tratto nel bosco ma, una volta superata la piccola galleria del treno, inizierete a camminare tra le abitazioni, che annunciano l'ingresso in paese, con il campanile della chiesa di San Vito che apparirà in lontananza.
Quando raggiungerete il sottopassaggio che scende verso il piazzale degli autobus potete considerare conclusa la camminata da Cortina a San Vito, che dovrebbe avervi occupato per circa tre ore.
Se avete pensato di rientrare con la corriera, assicuratevi di organizzarvi bene, in modo da incastrare correttamente il vostro passo con gli orari del bus. In questo caso, la fermata è la casetta in legno che vedrete sulla vostra destra. In ogni caso è un argomento di cui parliamo più dettagliatamente poco più avanti, nel capitolo "come arrivare".
Una volta raggiunto San Vito, potete approfittare per una visita alla Chiesa Parrocchiale, intitolata ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia, oppure fare un giro nei negozi del centro, che si trova poco più avanti.
Nel nostro caso abbiamo approfittato per una visita al Lago di Mosigo, raggiungibile con una passeggiata di dieci minuti dal centro.
Curiosità
Questa camminata non ha un vero punto d'arrivo. Potete girarvi e ritornare sui vostri passi in qualsiasi momento, mentre se avete voglia di camminare ancora, la ex ferrovia prosegue altri ventidue chilometri, fino a Calalzo di Cadore.
La Ferrovia delle Dolomiti era una ferrovia di montagna a scartamento ridotto, che collegava Calalzo di Cadore a Cortina d'Ampezzo e Dobbiaco, attiva dal 1921 al 1964. La ferrovia contribuì allo sviluppo turistico di Cortina e delle Dolomiti. La linea attraversava paesaggi spettacolari, con numerosi ponti e gallerie, mostrando diversi scorci mozzafiato delle Dolomiti e della valle del Cadore. Nonostante il suo successo iniziale, negli anni '50 la competizione con il trasporto su strada, ed i costi di manutenzione, portarono alla sua chiusura. Il fatto che fosse a scartamento ridotto è stato sicuramente un'altra importante ragione che portò alla chiusura della tratta. I costi per adeguarla ai binari standard sarebbero stati enormi.
La Strada Regia di Alemagna, in epoca medievale, collegava Venezia con Augusta, una famosa città romana in Germania. Lungo il suo percorso era possibile trovare alcuni ospizi per i viandanti, tra cui il Ristorante Rifugio Ospitale, ad oggi ancora attivo dall'XI secolo.
Tra le molte fortificazioni che si potevano trovare lungo l'antica strada, ha avuto una forte importanza strategica il castello di Botestagno, di cui oggi è ancora possibile visitare i ruderi. Abbiamo parlato di entrambi questi luoghi nella pagina:
Come accennato in precedenza, la strada che collega Cortina e San Vito è stata soggetta a colate detritiche, di varie intensità. Durante le ultime estati il transito sulla statale è stato bloccato in diverse occasioni da queste colate, a volte per poche ore, altre volte per alcuni giorni.
La situazione è costantemente monitorata e sono presenti dei semafori collegati a sensori, che avvertono in caso di movimentazioni del terreno. In ogni caso, consigliamo caldamente di non affrontare questa strada in caso di temporali estremamente forti. Se siete a piedi, in caso di pioggia, è sicuramente preferibile prendere la strada boschiva sulla destra orografica del fiume Boite, che è chiusa al traffico.
Come arrivare
Questa passeggiata verso San Vito parte dal centro di Cortina, quindi non dovreste aver nessun problema a raggiungerlo. Se doveste arrivare a Cortina in auto vi consigliamo di leggere la pagina che abbiamo scritto su dove parcheggiare a Cortina:
Ci risulta difficile consigliare spassionatamente i mezzi pubblici, perché potrebbero essere soggetti a ritardi dati dal traffico ed altre possibili scocciature, ad esempio le festività o la stagionalità, ma considerata la lunghezza della camminata, il ritorno a piedi potrebbe essere poco invitante, tanto più che il rientro è in costante leggera salita, che lo rende più stancante dell'andata.
Se decidete di tornare con la corriera, la tratta è servita dalla Linea 30, che collega Calalzo a Cortina, passando per San Vito. Giusto per darvi un'idea, passa circa una corriera ogni ora, fino alle otto di sera, ma dovrete cercare gli orari precisi sul sito della Dolomitibus.
A San Vito, i biglietti possono essere acquistati sia al Bar Albergo Antelao, che alla Tabaccheria d'Incà. A Cortina potete comprare i biglietti oppure chiedere qualsiasi informazione direttamente alla biglietteria centrale, che sorge all'interno dell'ufficio informazioni turistiche. Attenzione, potrebbe essere chiusa durante la pausa pranzo.
In alternativa, gli orari sono esposti alla fermata di San Vito, ma vi consigliamo vivamente di verificare il tutto prima di partire, per evitare sorprese.
Informazioni utili
L'escursione che porta da Cortina a San Vito può essere praticata sia in estate che in inverno. Considerate che il tracciato non viene regolarmente battuto con gatti delle nevi né motoslitte, quindi è consigliabile l'utilizzo di ramponcini per il ghiaccio, oltre che una certa esperienza a camminare sulla neve.
Non è richiesto l'uso di un abbigliamento escursionistico, ma considerato che è piuttosto lungo e parte della strada è in ghiaia, si consiglia un abbigliamento sportivo e scarpe comode. Sarebbe comunque consigliabile avere uno zaino con almeno un po' di acqua, una merendina e una giacca per la pioggia. Se siete alle prime armi, vi consigliamo di leggere i nostri consigli per affrontare un'escursione in tranquillità:
Vogliamo sottolineare che, nel territorio di Cortina, ci sono delle regole da rispettare. Le principali sono:
- È severamente vietato accendere fuochi.
- È severamente vietato raccogliere piante e fiori.
- È vietato il campeggio libero.
- È vietato abbandonare immondizie.
- È obbligatorio tenere gli animali domestici al guinzaglio.
Quando affrontate un'escursione, prestate sempre attenzione. CiaoCortina non può essere ritenuta responsabile per eventuali variazioni, disguidi, errori, danni a cose, persone o inconvenienti che potrebbero verificarsi lungo il percorso.
Conclusione
Sperando che questa lunga passeggiata da Cortina a San Vito vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potrete trovare altre bellissime escursioni, a Cortina e dintorni, cliccando qui.
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