Vie Ferrate e arrampicate a Cortina

Tutti i sentieri attrezzati, le arrampicate e le vie ferrate di Cortina d'Ampezzo, classificati dal più semplice al più difficile. Per chi ama l'arrampicata sportiva su roccia e l'avventura in alta montagna.

Introduzione

Per chi ama le sfide, Cortina offre alcune delle vie ferrate più spettacolari delle Dolomiti. Questi itinerari attrezzati non sono semplici escursioni, ma esperienze panoramiche che combinano avventura, natura e storia.

In questa pagina offriamo una raccolta delle vie ferrate più significative della zona, adatte sia agli escursionisti esperti, che a chi muove i primi passi nel mondo dell'arrampicata. Siete pronti per l'avventura?

Ferrata sulla Tofana di Rozes.
Creative Commons, by Alessandro.P.76.

Dritti al punto

Questo articolo è piuttosto lungo. Se volete andare direttamente al punto che vi interessa maggiormente, qui sotto trovate i collegamenti alle diverse sezioni, oppure potete cliccare qui per aprire il sommario.

Ferrate semplici a Cortina.
Ferrate facili Ferrate adatte a chi cerca l'avventura, ma non vuole affrontare passaggi troppo esposti o difficili. Tempo di lettura: 10 min.
Ferrate intermedie a Cortina.
Ferrate intermedie Sentieri attrezzati non per tutti, per cui è necessario allenamento e un po' di esperienza. Tempo di lettura: 8 min.
Ferrate difficili a Cortina.
Ferrate difficili Vie ferrate difficili, adatte ad escursionisti esperti, con forti verticalità e passaggi esposti. Tempo di lettura: 12 min.

Ovviamente speriamo che vorrete leggere l'articolo completo, ma se vorrete saltare a una sezione specifica vi consigliamo comunque di soffermarvi sul capitolo qui sotto, dove facciamo un'importante premessa sul contenuto di questa pagina.

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Una premessa sincera

Per filosofia del sito, ogni argomento che trattiamo nel sito è sempre stato frutto della nostra esperienza personale e di ripetute verifiche. Tuttavia, questa volta, ci siamo trovati di fronte a una difficoltà non proprio trascurabile: soffriamo terribilmente di vertigini!

Per questo motivo, il contenuto di questa pagina è stato scritto con il prezioso aiuto di diverse fonti, tra cui amici e conoscenti esperti in vie ferrate, che hanno condiviso con noi la loro esperienza diretta.

Via ferrata sul Col dei Bos.
Creative Commons, by Gnopera83.

Pur non potendo garantire il consueto livello di verifica sul campo, abbiamo condotto uno studio approfondito e ci siamo affidati a fonti attendibili, per offrirvi una articolo il più possibile utile e accurato.

Per la stessa ragione le fotografie sono un po' scarne, spesso frutto di repertorio, ma selezionate per rappresentare al meglio lo spirito delle escursioni.

Se decidete di avventurarvi in una via ferrata, vi consigliamo studiare molto bene la singola escursione. Per la stesura di questa pagina abbiamo trovato molto utile il sito www.ferrate365.it che offre una sezione dedicata a Cortina. Se non vi sentite sicuri, consigliamo anche di farvi assistere da un alpinista esperto,come le Guide Alpine di Cortina d'Ampezzo; cliccando qui raggiungerete il loro sito.

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Ferrate facili

Iniziamo con quelle che sono le vie ferrate più semplici da fare a Cortina. State però attenti a non farvi ingannare: non sono percorsi facili a livello assoluto. Dovete essere alpinisti esperti ed allenati, che hanno già affrontato escursioni difficili, e ben attrezzati. Oltre a scarpe specifiche per l'arrampicata, dovrete sempre portare caschetto, moschettoni e imbrago, indispensabili anche nei percorsi più semplici.

... Una ferrata facile non è semplice, e soprattutto non è adatta a tutti ...

Una ferrata facile è un'escursione difficile. Si tratta di percorsi impegnativi, non adatti a bambini, persone anziane, o persone con mobilità ridotta.

Vediamo ora un elenco delle ferrate e dei sentieri attrezzati meno difficili a Cortina d'Ampezzo:

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Ra Góres de Fedèra

Ra Góres de Fedèra è una bellissima escursione, di nuova realizzazione, che comprende un semplice sentiero attrezzato, con passaggio sopra il torrente Federa. Sicuramente non può essere definita una ferrata, ma potrebbe essere un buon modo per testare lo spirito di avventura di un ragazzo o per mettere alla prova gli escursionisti alle prime armi.

La piccola ferrata delle Góres de Fedèra.

L'escursione ha inizio nei pressi del Lago Pianozes, per poi avventurarsi fino a Malga Federa. La durata totale è di circa tre ore, con un dislivello positivo di 650 metri, di cui poche decine di metri su grate e scalinate di metallo. Se volete avere maggiori informazioni, abbiamo parlato dettagliatamente di questa escursione nella pagina seguente:

Ra Góres de Fedèra.
Ra Góres de Fedèra Un sentiero attrezzato di nuova creazione, dal lago Pianozes verso la Malga Federa. 3h 30' - 10 km - Impegnativa
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Via Ferrata Giovanni Barbara

La via Ferrata Giovanni Barbara è un sentiero attrezzato, adatto anche ai principianti, compreso nell'itinerario ad anello dei canyons e delle cascate. Oltre al passaggio sul famoso Ponte Outo, durante l'escursione, sarà anche possibile attraversare la cascata del torrente Rü de Fanes, con il suggestivo passaggio sotto il salto dell'acqua.

Il salto dell'acqua.

L'escursione ha inizio nel parcheggio del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo. Da qui si seguono le indicazioni per Pian de Loa, una volta raggiunta la piazzola con la panchina, si prosegue verso destra, seguendo le indicazioni per il Belvedere. Il sentiero scende lungo un canalino a strette serpentine, costeggiando l'alveo del fiume e infine risale lungo la via Ferrata Giovanni Barbara. Giunti al Ponte Outo, si seguono le indicazioni verso Fiames per tornare al punto di partenza dell'escursione.

La durata totale è di circa quattro ore, con un dislivello positivo di 200 metri, di cui circa la metà su sentiero attrezzato. Se volete avere maggiori informazioni, abbiamo parlato di questa escursione anche nella pagina seguente:

Gita alle cascate di Fanes.
Le cascate basse di Fanes Una splendida gita alle cascate basse di Fanes, con diverse alternative riguardo al percorso. 3h 00' - 10 km - Impegnativa
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Via Ferrata de Ra Pegna

La via Ferrata de Ra Pegna è un sentiero attrezzato di nuova realizzazione, ideale per chi vuole testare la propria adeguatezza nel mondo delle ferrate, senza dover affrontare passaggi molto lunghi o eccessivamente tecnici. Il sentiero sorge sull'omonimo torrione, che sorge a sinistra della pista da sci Olimpia Schuss, che può essere raggiunta in due modi:

Il modo più semplice di arrivarci è quello di prendere la seggiovia che, da Socrepes, sale al Rifugio Duca d'Aosta.

In alternativa potrete camminare lungo la strada che conduce al Rifugio Dibona e, una volta arrivati alla fine del tratto asfaltato, seguire le indicazioni per il Rifugio Duca d'Aosta. In questo caso dovrete raggiungere in automobile questo parcheggio lungo il Passo Falzarego, la camminata dovrebbe impegnarvi per circa un'ora e mezza, con un dislivello di 400 metri.

La salita fino alla fine del tratto asfaltato può essere fatta anche in automobile, ma la strada è stretta e il parcheggio non dispone di molti posti auto.

Il monte su cui sorge la ferrata Ra Pegna.
Creative Commons, by Schi11.

Dal Rifugio Duca d'Aosta dovete dirigervi verso la ripida pista da sci che scende tra le due rocce, seguendo le indicazioni verso la Ferrata de Ra Pegna. Il tracciato, come accennato, è relativamente facile e sale lungo la parete di sinistra per circa quarantacinque minuti, alternando tratti in cengia a ripide salite. Il dislivello totale è di 200 metri, di cui 100 metri su sentiero attrezzato.

La ferrata può essere concatenata con la vicina Ferrata Maria e Andrea Ferrari, che tuttavia è più difficile, infatti la descriveremo in seguito.

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Sentiero ferrato Kaiserjäger

Il sentiero ferrato Kaiserjäger è un tracciato impegnativo che segue la via lungo la quale i soldati austriaci trasportavano viveri e munizioni durante la Grande Guerra. Nonostante sia ben attrezzato e non presenti particolari difficoltà tecniche, non deve essere sottovalutato, a causa del dislivello non trascurabile e la presenza di alcuni punti esposti.

Il sentiero attrezzato si imbocca nei pressi del Forte Tre Sassi, al cui interno sorge il Museo della Grande Guerra, di cui consigliamo la visita. L'inizio del sentiero si trova di fronte al museo, ma dalla parte opposta della strada.

Il Lagazuoi, dove sorge la ferrata Kaiserjäger.
Creative Commons, by C. Stockner.

La prima parte dell'escursione sale in leggera pendenza verso le pareti sud del Lagazuoi. Dopo circa quaranta minuti un cartello indicherà l'inizio del sentiero attrezzato, di cui in alto si può vedere il ponte sospeso. La ferrata, abbastanza semplice e ben equipaggiata, attraversa inizialmente un canalino per poi raggiungere il ponte sospeso, superato il quale ci aspetta un tratto più ripido. L'ultima parte della salita, più escursionistica, sale rapidamente verso il Rifugio Lagazuoi.

La durata della salita sarà di circa due ore, con un dislivello totale di 580 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

La discesa può essere fatta con la funivia, se aperta, oppure tramite una suggestiva ferrata alternativa, che percorre la galleria di guerra del Lagazuoi, per la quale sono necessari anche una torcia frontale e delle scarpe con un'ottima aderenza. Per chi volesse allungare il percorso, la ferrata può essere concatenata con la via Ferrata Fusetti, di cui parleremo in un prossimo capitolo.

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Via Ferrata de Ra Gusela

La via Ferrata de Ra Gusela è un sentiero attrezzato che sale sul versante sud-est del torrione Ra Gusela. Essendo breve e relativamente semplice, si tratta di un ottimo percorso per principianti o come prima escursione della stagione.

La Gusela, su cui sorge l'omonima ferrata.
Creative Commons, by F. Orientalis.

Si tratta di un'escursione ad anello, che ha inizio sulla vetta del Passo Giau, da cui si prende il sentiero 443, sempre ben segnalato. Dopo aver svoltato a destra, il sentiero diventa attrezzato e sale, tra cenge e canaline, fino ad una breve scaletta metallica. Dopo un breve tratto escursionistico inizia la seconda parte della ferrata che, attraversando una cresta, porta al Rifugio Nuvolau. Da qui, si procede su normale sentiero di montagna, inizialmente in direzione del Rifugio Averau e, successivamente, lungo il facile sentiero 452.

La durata dell'escursione sarà di circa tre ore e mezza, con un dislivello totale di 550 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

Per chi volesse allungare il percorso, la ferrata può essere concatenata con la via Ferrata Averau, descritta nel capitolo seguente.

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Via Ferrata Averau

La via ferrata Averau è un sentiero attrezzato che porta alla cima del Torrione Averau, che sorge nei pressi dell'omonimo rifugio. Essendo una ferrata semplice, nei periodi di alta stagione, è molto frequentata e si potrebbero incontrare rallentamenti o ingorghi.

Il Rifugio Averau, punto di partenza della ferrata, può essere raggiunto in circa un'ora e mezza a piedi dalla cima del Passo Giau, lungo il sentiero 452. Se preferite usare gli impianti di risalita, quando aperti, potete usare l'auto per prendere la seggiovia che parte dal Rifugio Fedare. Arrivati al rifugio Averau, si segue il sentiero ben segnalato che, dirigendosi a nord, raggiunge l'attacco della ferrata.

Il Torrione Averau, su cui sorge l'omonima ferrata.
Creative Commons, by Robertk9410.

La ferrata, dopo un breve tratto di traverso, presenta una parete verticale con pochi appigli, il punto più complicato della salita. Da qui troverete un bivio, che generalmente viene affrontato sul lato sinistro, lungo lo stretto canalino, per poi scendere sul lato destro. Superato questo passaggio, una seconda parete verticale vi porterà nei pressi della croce di vetta, raggiungibile con un segmento di sentiero di montagna non attrezzato.

La durata dell'escursione sarà di circa due ore e mezza, con un dislivello totale di 250 metri, di cui approssimativamente metà su sentiero attrezzato.

Per chi volesse allungare il percorso, la ferrata può essere concatenata con il giro ad anello de Ra Gusela, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente.

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Via Ferrata Fusetti

La Via Ferrata Fusetti è una interessante escursione, di profondo valore storico. Si snoda lungo il Sass de Stria, seguendo il percorso aperto da una squadra di alpini alla ricerca dei resti del Sottotenente Mario Fusetti, medaglia d'onore al valore militare ed eroe del Sass de Stria.

La ferrata si imbocca nei pressi del Forte Tre Sassi, al cui interno sorge il Museo della Grande Guerra, di cui consigliamo la visita. Seguendo la strada bianca che dal Passo di Valparola sale verso il Passo Falzarego, raggiungerete le gallerie di guerra e quindi il Sass de Stria. L'escursione dovrebbe impegnarvi per circa un'ora. Esiste un percorso più rapido, ma non ve lo consigliamo, in quanto non è mal segnalato e attraversa una cengia molto esposta, attrezzata solo in minima parte.

La via Ferrata Fusetti, sul Sass de Stria.
Creative Commons, by Adert.

L'attacco della ferrata è segnalato da una scritta dipinta in rosso. La prima parte del sentiero attrezzato è abbastanza semplice, ma proseguendo oltre la prima cengia si incontra una parete abbastanza tecnica, ripida e con appigli poco marcati. Si tratta del punto più difficile della salita, che si conclude poco dopo, una volta raggiunta la galleria di guerra.

Prima di scendere, è consigliabile una visita alla vetta del Sass de Stria, dove si potranno visitare le trincee di guerra e godere di uno splendido panorama. Trattandosi di un tragitto con una marcata verticalità e di nuova realizzazione, quindi non completamente assestato, è molto importante non smuovere rocce, che potrebbero colpire chi vi segue.

La durata dell'escursione sarà di circa due ore, con un dislivello totale di 300 metri, di cui due terzi su sentiero attrezzato.

Per chi volesse allungare il percorso, la ferrata può essere concatenata con il sentiero ferrato Kaiserjäger, di cui abbiamo parlato in un capitolo precedente.

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Ferrate intermedie

Passiamo ora alle migliori vie ferrate di difficoltà intermedia presenti a Cortina d'Ampezzo. Si tratta di vie adatte esclusivamente ad escursionisti esperti e ben allenati, sia abituati a camminare in alta montagna, che ad affrontare senza difficoltà, ed in totale sicurezza, ogni passaggio tipico delle ferrate semplici.

... Sono indicate solo per escursionisti esperti, che affrontano senza difficoltà le ferrate più semplici ...

Si tratta di percorsi che possono presentare forti dislivelli, con passaggi molto esposti e, talvolta, con appigli poco chiari. Nonostante questo, non sono estremamente impegnative dal punto di vista fisico. Si consiglia caldamente di farsi accompagnare da un escursionista esperto, che possa essere d'aiuto nel caso in cui si presentassero dei momenti di difficoltà.

Vediamo ora quali sono le ferrate e i sentieri attrezzati intermedi a Cortina d'Ampezzo, presentati in ordine di difficoltà:

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Via Ferrata M. A. Ferrari, presso Ra Bujela

La Via Ferrata Maria e Andrea Ferrari, conosciuta anche come la ferrata de Ra Bujela è un sentiero attrezzato di media difficoltà, che sorge sul torrione a destra della pista da sci Olimpia Schuss, denominato in ladino Ra Bujela.

Il sentiero attrezzato può essere raggiunto in due modi, il meno faticoso è quello di prendere la seggiovia che, da Socrepes, porta al Rifugio Duca d'Aosta.

In alternativa, potete raggiungere il rifugio a piedi. La partenza è su questo parcheggio lungo il Passo Falzarego, inizialmente seguirete la strada verso il Rifugio Dibona, una volta raggiunta la fine del tratto asfaltato, seguite le indicazioni per il Rifugio Duca d'Aosta. La camminata dovrebbe impegnarvi per circa un'ora e mezza, con un dislivello di 400 metri.

Dal Rifugio Duca d'Aosta dovete dirigervi verso la ripida pista da sci e salire lungo il sentiero per il Rifugio Pomedes. Dopo pochi minuti troverete le indicazioni verso la ferrata de ra Bujela, il cui attacco è chiaramente identificabile dalla targa in ottone applicata nel 2015 dalle Guide Alpine di Cortina.

La via Ferrata Bujela vista dal Rifugio Pomedes.

La ferrata sale con l'aiuto di staffe metalliche fino a raggiungere la prima passerella del percorso. Da qui si prosegue alternando tratti verticali a brevi sezioni su cengia, sempre con l'ausilio di staffe nei passaggi più tecnici e con alcuni punti piuttosto esposti. Dopo aver superato due ponti sospesi, si affronta un tratto abbastanza tecnico, seguito da un segmento di sentiero di montagna non attrezzato. Infine, si percorre l'ultima parte della via ferrata prima di raggiungere la vetta. Per la discesa, si scende lungo una breve parete attrezzata e un ultimo tratto di ferrata, per poi tornare verso il Rifugio Duca d'Aosta.

La durata dell'arrampicata sarà di circa due ore e mezza, con un dislivello totale di 250 metri, di cui 150 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata degli Alpini

La Via Ferrata degli Alpini è una ferrata di recente realizzazione, ottimamente attrezzata, che sale sul Col dei Bos, nel Gruppo del Lagazuoi. Si tratta di un'escursione di media difficoltà, che si snoda sui luoghi dove gli alpini hanno combattuto la Grande Guerra. Anche se non è eccessivamente lunga, la ferrata presenta forti verticalità e passaggi molto esposti.

La partenza dell'escursione è in questo ampio parcheggio nei pressi del ristorante Strobel. Da qui bisogna seguire, per circa trenta minuti, il ripido sentiero, sempre ben segnalato, in direzione della ferrata.

Il Col dei Bos, dove sorge la Ferrata degli Alpini.
Creative Commons, by Gnopera83.

La parte iniziale della via è anche la più difficile: si sale lungo due fessure verticali e, successivamente, si affronta un diedro di dieci metri, molto impegnativo, con pochi appigli e forte pendenza.

La ferrata prosegue su roccette e traversi esposti ma ben appigliati, fino a raggiungere una seconda parete verticale, con buoni appigli, seguita da traversi e balzi rocciosi.

Da qui la difficoltà scende, fino a raggiungere il tratto finale, dove vi aspetta nuovamente un'impegnativa parete verticale con passaggi esposti. Una volta raggiunta la cima del Col dei Bos, indicata da una semplice croce in legno, si può scendere lungo il sentiero sulla sinistra, che segue un ripido canalone.

La durata dell'arrampicata sarà di circa quattro ore, con un dislivello totale di 500 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Terza Cengia

La Via Ferrata Terza Cengia è un sentiero attrezzato che attraversa, in senso longitudinale, il monte Pomagagnon. Nonostante sia ben attrezzata e non presenti particolari difficoltà, data la lunghezza di sedici chilometri e la presenza di alcuni punti molto esposti, è considerata una ferrata di difficoltà media. Grazie al punto di vista privilegiato, offre alcuni bellissimi panorami su Cortina.

Si tratta di un'escursione ad anello che ha inizio in località Chiave, nei pressi del Codivilla Putti, e si conclude nei pressi del Rifugio Mietres, dove è possibile fermarsi per pranzo o per bere qualcosa.

Presso il Codivilla Putti è anche possibile lasciare l'auto, ma assicuratevi di parcheggiare sulla parte libera del parcheggio, evitando i posti riservati all'ospedale. Da qui prendete uno dei molti sentieri che si dirigono verso l'imponente Monte Pomagagnon e, una volta incrociato l'ampio sentiero 211, proseguire a sinistra fino a raggiungere il sentiero 202. Da qui vi basterà seguire le indicazioni per la terza cengia.

Il monte Pomagagnon dal Faloria.
Creative Commons, by kallerna.

La ferrata inizia dopo la prima ripida salita, che vi permetterà di raggiungere il primo tratto di fune metallica. Si prosegue lungo una stretta cengia, non sempre attrezzata, dove bisogna fare molta attenzione. Superato il secondo tratto di fune e la successiva discesa, vi aspetta il tratto più ripido della scalata.

Una volta raggiunta la Punta Erbin l'escursione prosegue sul versante opposto fino a raggiungere la Forcella Zumeles. Da qui si scende lungo il ripido sentiero 204, che vi porterà nei pressi del Rifugio Mietres, raggiungibile con una deviazione di circa mezz'ora. Se non volete approfittare del ristoro, proseguite lungo il sentiero 211 fino a tornare al punto di partenza.

La durata dell'escursione sarà di circa sei ore, con un dislivello totale di 1000 metri, di cui circa la metà su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Renato "Renè" De Pol

La via ferrata Renè De Pol percorre i versanti nord e nord-ovest della catena del Forame, nel Gruppo del Cristallo. Si tratta di un'escursione molto interessante dal punto di vista storico, che permette di visitare i luoghi che hanno ospitato l'Esercito Italiano durante la Grande Guerra. Nonostante la ferrata non sia eccessivamente tecnica, a causa della lunghezza, è consigliata solo ad escursionisti ben allenati.

Si tratta di un'escursione ad anello che ha inizio in questo parcheggio sul Passo Cimabanche; da qui dovrete scendere lungo l'ampia strada dell'ex ferrovia, che costeggia la statale in direzione Cortina. Dopo circa due chilometri e mezzo, un cartello indicante la via ferrata Renè De Pol vi inviterà a svoltare verso sinistra. Da qui si sale ripidi fino al Pian del Forame, dove un cartello verso sinistra vi porterà ad alcuni ricoveri militari e quindi all'attacco della Ferrata.

Il monte Cristallo nei pressi del Passo Cimabanche.
Creative Commons, by Metallaro1980.

Il sentiero ferrato non è mai troppo complesso. Dopo aver superato un passaggio verso sinistra e un canalino, si sale lungo un ripido sentiero di montagna, attrezzato nei punti più esposti. Da qui si prosegue fino ad incontrare un camino, seguito da alcuni tratti più verticali. La ferrata si conclude in vetta, con uno splendido panorama sulle Dolomiti circostanti.

La discesa avviene lungo un ripido sentiero verso Forcella Gialla e successivamente in cresta verso Forcella Verde. Da qui imbocchiamo il sentiero 233, che scende fino al Passo Cimabanche.

La durata dell'escursione sarà di circa sei ore, con un dislivello totale di 1000 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Marino Bianchi

La via Marino Bianchi è una ferrata in cresta, molto panoramica che, dalla Forcella Staunies, porta fino alla Cima di Mezzo del Monte Cristallo. Si tratta di una ferrata di difficoltà media, ma a causa del forte dislivello da superare per raggiungere l'attacco, è consigliabile solo ad escursionisti con ottimo allenamento.

La salita al Rifugio Lorenzi, punto di partenza della ferrata, ha inizio in questo parcheggio lungo il Passo Tre Croci, ma a causa della famosissima gita al Lago Sorapis è spesso preso d'assalto, per questo motivo potreste valutare di lasciare l'auto nell'ampio parcheggio di Rio Gere e, da qui, salire a piedi.

In alternativa, da Rio Gere, parte la seggiovia Cristallo che, se è aperta, vi porterà direttamente al Rifugio Son Forca, facendovi risparmiare 400 metri di dislivello.

Il monte Cristallo e il Rifugio Lorenzi.
Creative Commons, by Morscht.

Dopo aver raggiunto il Passo Tre Croci, salite lungo il sentiero 203 fino a raggiungere il Rifugio Son Forca. Da qui proseguite a piedi lungo il canalone dove sorgeva la vecchia ovovia, superando i 700 metri di dislivello che vi separano dalla Forcella Staunies e dal Rifugio Lorenzi, ad oggi chiuso.

La ferrata inizia sulla terrazza del Rifugio Lorenzi, da cui si segue il cavo a mezzacosta verso la targa commemorativa in memoria di Marino Bianchi. Da qui la ferrata alterna tratti in cresta a canalini, fino ad arrivare alla prima scaletta, dove si sale ripidi fino ad una seconda scaletta, che riporta sul filo di cresta. Seguono altri passaggi verticali, divertenti e ben attrezzati, fino alla cresta finale, con vista sulla croce di vetta.

La discesa avviene sempre su sentiero attrezzato, ma lungo un tragitto diverso e ben segnalato. Data l'esposizione a nord e l'altezza della ferrata, è possibile trovare residui di neve anche a stagione calda inoltrata.

La durata dell'escursione sarà di circa sette ore, con un dislivello totale di 1600 metri, di cui 200 metri su sentiero attrezzato.

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Ferrate difficili

Passiamo ora alle ferrate più difficili ed impegnative presenti a Cortina d'Ampezzo. Si tratta di sentieri molto tecnici, con forti esposizioni e passaggi complicati, adatti esclusivamente ad escursionisti esperti e con ottimo allenamento, che abbiano già affrontato senza difficoltà alcune ferrate intermedie.

... A causa dell'impegno fisico, sono assolutamente sconsigliate come prime ferrate della stagione ...

Oltre a capacità sopra la media ed allenamento, per affrontare queste ferrate, è indispensabile avere una buona capacità di orientarsi in montagna, in quanto la segnaletica su alcuni passaggi potrebbe non essere ottimale. Se non vi sentite sicuri, vi consigliamo di farvi accompagnare da una guida alpina, che conosce i tracciati e vi sarà d'aiuto nei passaggi più tecnici.

Vediamo ora quali sono le ferrate più difficili a Cortina d'Ampezzo, presentate in ordine di difficoltà:

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Via Ferrata Bovero

La Via Ferrata Bovero è una ferrata che percorre la parete sud-ovest del Col Rosà. Si tratta di un itinerario estremamente panoramico, relativamente breve, ma molto esposto. A causa della forte verticalità dell'escursione e lo stato non ottimale dell'attrezzatura, non deve essere sottovalutata, è quindi stata inserita nelle ferrate difficili.

L'avvicinamento ha inizio nel parcheggio gratuito nei pressi del Camping Olympia. Da qui si segue la strada boschiva 417 in direzione ferrata Col Rosà per un chilometro e mezzo, quando un incrocio verso sinistra vi porterà verso il ripido sentiero 408 in direzione Forcella Posporcora. Raggiunta la forcella, proseguite pochi metri fino a trovare la svolta verso destra per la ferrata E. Bovero e il sentiero 447.

Il Col Rosà, dove sorge la ferrata Bovero.
Creative Commons, by Ximonic.

La ferrata ha inizio raggiunta la targa in ottone, dopo una ripida salita su sentiero e cenge. L'inizio è molto tecnico, con pochi appigli e prosegue fra terrazzini, sentieri senza fune e placche gradinate facilmente risalibili. Da qui, un secondo tratto verticale esposto e con pochi appigli, porta ad un tetto e quindi all'ultima tratta della prima sezione, anch'essa molto tecnica.

Si prosegue quindi su sentiero esposto fino alla salita finale, con staffe metalliche lungo un diedro e canalino, fino a raggiungere la cima del "Col Rosà", dove troverete la croce di vetta e una vista spettacolare sulle Dolomiti. Il rientro avviene lungo il ripido sentiero 447, che vi riporterà alla strada boschiva 417 e quindi al parcheggio.

La durata dell'escursione sarà di circa cinque ore, con un dislivello totale di 900 metri, di cui 200 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Albino Michielli Strobel

La via ferrata Albino Michielli Strobel è una ferrata molto panoramica che sale lungo larghe cenge il versante ovest della Punta Fiames. Nonostante il sentiero sia attrezzato molto bene, il dislivello di oltre 1000 metri, i passaggi esposti e il un ripido ghiaione in fase di discesa la rendono una ferrata difficile.

Il punto di partenza dell'escursione è l'Hotel Fiames, nelle cui vicinanze sorgono ampi parcheggi gratuiti. Una volta attraversata la strada, imboccate il sentiero 218 ben segnalato, che si addentra prima nel bosco e successivamente sale lungo un ripido canalone che porta all'attacco della ferrata.

La Punta Fiames, dove sale la ferrata Albino Michielli Strobel.
Creative Commons, by kallerna.

La salita è caratterizzata da un primo tratto molto verticale, seguito da un terrazzone panoramico e da un tratto tra rocce e mughi. Da qui la salita riparte verticale su roccia levigata, aiutata da staffe metalliche. Seguono un traverso esposto verso sinistra, una cengia, un balzo roccioso e una lunga scala metallica. Uscendo dalla scala, si affronta un tratto aereo e impegnativo su parete attrezzata, poi si arriva a un balconcino panoramico.

L'ultima parte si apre con un traverso con buoni appoggi, un passaggio sotto un tetto roccioso e una salita verticale esposta ma ben appigliata. Seguono roccette, balzi e traversi facili, poi l'ultimo spigolo e infine il pianoro sommitale. Da qui, un sentiero segnalato conduce alla vetta di Punta Fiames, da cui si gode un panorama spettacolare su Cortina, il Cristallo e le Tofane.

Il rientro avviene lungo il sentiero 202 che scende lungo il ripido ghiaione del Pomagagnon, incrociando la Via Ferrata Terza Cengia, di cui abbiamo parlato in precedenza. Superate l'incrocio e, una volta raggiunto il sentiero 218, svoltate a destra, in direzione Fiames, tornando al punto di partenza della ferrata.

La durata dell'escursione sarà di circa cinque ore, con un dislivello totale di 1000 metri, di cui 600 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Ivano Dibona

La Via Ferrata Ivano Dibona è un'escursione straordinariamente panoramica nel cuore del Gruppo del Cristallo. La vera difficoltà del percorso non risiede tanto negli aspetti tecnici della ferrata, quanto nell'impegnativo dislivello di oltre 1300 metri, distribuito su una distanza superiore ai venti chilometri.

Questo itinerario è adatto esclusivamente agli escursionisti ben allenati, che dovranno mettere alla prova la propria resistenza fisica più che le abilità sui passaggi attrezzati, comunque presenti.

L'attacco della ferrata Ivano Dibona si trova nei pressi del Rifugio Lorenzi, che può essere raggiunto dal Rifugio Son Forca salendo lungo un ripido canalone, che in passato era servito da un'ovovia. Per raggiungere il Rifugio Son Forca esistono due alternative.

La prima è un'impegnativa escursione che sale dal parcheggio sul passo Tre Croci lungo il sentiero 203. A causa della famosissima gita al Lago Sorapis il parcheggio è spesso preso d'assalto, per questo motivo potreste valutare di lasciare l'auto nell'ampio parcheggio di Rio Gere.

La seconda possibilità, nel caso in cui sia aperta, è quella di prendere la seggiovia Cristallo che, da Rio Gere, vi porterà direttamente al Rifugio Son Forca, risparmiando in questo modo 400 metri di dislivello positivo.

Il famoso ponte della ferrata Ivano Dibona.
Creative Commons, by P. Špindler.

Dal Rifugio Son Forca proseguite a piedi lungo il canalone dove sorgeva la vecchia ovovia, superando i 700 metri di dislivello che vi separano dalla Forcella Staunies e dal Rifugio Lorenzi, ad oggi chiuso. Si tratta di una salita abbastanza impegnativa, su fondo scivoloso, che vi impegnerà per circa due ore.

Raggiunta la cima della forcella, dovrete salire sulla scalinata in ferro che si trova dietro il rifugio, dove troverete la targa commemorativa in memoria di Ivano Dibona e dove vi aspetta il primo tratto della ferrata, quello più attrezzato, con l'iconico ponte sospeso.

Superato questo primo punto, la ferrata procede in cresta fino ad incrociare deviazione facoltativa alla Cima Cristallino, per proseguire sotto la cresta bianca, dove potrete osservare alcuni ruderi di postazioni militari e un ex ricovero militare.

Dopo aver superato un tratto in cengia parzialmente attrezzato, incontrerete il caratteristico Bivacco Buffa di Perrero, per poi proseguire sul versante sud del Vecio del Forame fino a raggiungere Forcella Alta. Da qui si potrebbe prendere il ripido sentiero che porterebbe al sentiero 203, ma si tratta di una deviazione ripida, non attrezzata e di difficile percorrenza.

Noi ci sentiamo di consigliare di proseguire fino a raggiungere Forcella Bassa, superare l'ultima scaletta e scendere lungo il ghiaione, quando troverete i primi alberi e l'ultimo tratto dell'escursione, caratterizzato da ripide serpentine.

Raggiunto il sentiero 203 avrete due possibilità. La più veloce è scendere verso il Ristorante Rifugio Ospitale. Da qui, per tornare a Rio Gere, dovrete prendere una corriera, cosa sconsigliata siccome sono decisamente poche, oppure recuperare una seconda automobile, a patto che abbiate pianificato la cosa e l'abbiate precedentemente predisposta.

La seconda soluzione è quella di risalire a piedi lungo la Val Padeon seguendo il sentiero 203 e, successivamente, il sentiero 206 per tornare a Rio Gere a piedi, completando in questo modo il faticoso anello.

La durata dell'escursione sarà di circa dieci ore, con un dislivello totale di 1300 metri, di cui 250 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Lipella

La via ferrata Lipella si sviluppa lungo il versante nord-ovest della Tofana di Rozes. Si tratta di una ferrata molto panoramica e non troppo tecnica, ma la lunghezza dell'itinerario, unita al forte dislivello, la rendono una ferrata difficile.

L'escursione attraversa i luoghi della grande guerra, per cui è possibile fare una deviazione facoltativa alla Galleria del Castelletto, fortemente consigliata, ma per la quale è necessaria una torcia frontale.

La partenza dell'escursione si trova al Rifugio Angelo Dibona, accessibile in auto tramite una stretta strada montana, in parte non asfaltata, che conduce a un ampio parcheggio. Durante l'alta stagione, per evitare problemi di parcheggio, è preferibile arrivare di buon mattino. Dal rifugio prendete il sentiero 403 e, poco dopo, il sentiero 404 che si dirige verso la Tofana di Rozes ed è sempre ben segnalato.

La Tofana di Rozes, dove sorge la ferrata Lipella.
Creative Commons, by C. Stockner.

Arrivati all'attacco della Galleria del Castelletto potete decidere se proseguire lungo la strada o se avventurarvi nella salita lungo la galleria, che comunque è parallela alla strada che dovreste ugualmente percorrere. La deviazione sale lungo la galleria di mina, che fu protagonista del famoso episodio di guerra conosciuto come il Castelletto. Si tratta di un sentiero attrezzato di livello intermedio, che si addentra nella galleria scavata dai soldati italiani per piazzare una mina esplosiva sotto le postazioni austriache durante la Grande Guerra. Ricordatevi che è necessario avere una torcia frontale per illuminare il percorso.

Se non volete percorrere la gallerie, proseguite lungo il sentiero 404 fino ad arrivare al bivio verso destra, che vi condurrà alla via Ferrata Lipella, che coincide con la fine della Galleria del Castelletto.

La ferrata inizia con roccette facili, un balzo verticale e un diedro. Si prosegue su un traverso esposto, un sentiero e un altro traverso più impegnativo, fino a una lunga cengia non protetta. Dopo aver attraversato alcuni canalini, si affronta una parete frastagliata e un camino, seguiti da un'altra cengia più esposta. Il percorso sale poi su parete gradinata fino al bivio di Tre Dita, verso i rifugi Giussani e Cantore.

Proseguendo per la cima, si affrontano balzi verticali e un traverso orizzontale, seguiti da passaggi arrampicabili e un tratto impegnativo con pochi appigli. L'ultima parte della ferrata presenta roccia levigata e due passaggi difficili. Infine, ci si unisce alla via normale per raggiungere la croce di vetta della Tofana di Rozes.

La discesa viene fatta ripercorrendo l'ultimo tratto della via normale, seguendo i pallini blu fatti con lo spray sulla roccia, fino ad arrivare all'incrocio verso il Rifugio Giussani, da cui si percorre il sentiero 403 fino al Rifugio Dibona, punto di partenza dell'escursione. Esiste la possibilità di fermarsi a Tre Dita, riducendo di circa tre ore la durata dell'escursione.

La durata dell'escursione sarà di circa otto ore, con un dislivello totale di 1200 metri, di cui 600 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Giuseppe Olivieri

La Via Ferrata Olivieri sale sulla cima delle Tofane, raggiungendo la Punta Anna attraverso un percorso alpinistico impegnativo ed esposto, adatto solo a escursionisti esperti.

Il punto di partenza della salita alla Punta Anna è il Rifugio Angelo Dibona, che può essere raggiunto in automobile attraverso una stretta strada di montagna, in parte sterrata, al termine della quale è presente un ampio parcheggio. Una volta raggiunto il Rifugio Dibona si sale il sentiero 421 per circa quaranta minuti, fino a raggiungere il Rifugio Pomedes. Nei periodi di alta stagione, per non trovare il parcheggio pieno, è consigliabile partire la mattina molto presto.

In alternativa è possibile raggiungere il Rifugio Pomedes con gli impianti di Piè Tofana e successivamente con la seggiovia che collega il rifugio Duca d'Aosta a Pomedes. In questo modo risparmierete circa 200 metri di dislivello e un'ora e mezza dalle tempistiche indicate.

La Punta Anna, sulle Tofane.
Creative Commons, by C. Stockner.

Dal Rifugio Pomedes si seguono le indicazioni verso il sentiero attrezzato Olivieri, che portano ad un ripido sentiero in direzione della forcella dove si trova la targa di inizio della Ferrata.

Il primo attacco, molto tecnico e verticale, avviene su una parete solida e senza staffe, così come sarà per gran parte della salita. Dopo la prima parete, si scende leggermente e si percorre una comoda cengia che porta ad un balzo verticale e quindi a un terrazzino panoramico sulla Tofana di Rozes.

Da qui si sale su roccette facili fino a un sentiero che attraversa la forcella, con vista sulla Tofana di Mezzo. Successivamente uno spigolo molto esposto porta ad una ripida salita con possibili soste su punti stretti, per poi attraversare, con l'aiuto del cavo, una parete strapiombante di quattro metri. Da qui si sale a zig zag lungo una parete verticale e un canalino fino ad un sentiero esposto che porta al bivio per il Rifugio Giussani. Evitando la deviazione, si prosegue a destra in direzione del Dos de Tofana, dove un'ultima salita verticale e una cengia concludono la salita.

Per il rientro esistono diverse soluzioni, ma la più comoda è quella di tornare al bivio per il Rifugio Giussani e, da qui, scendere lungo il sentiero attrezzato, fino a raggiungere l'incrocio per il sentiero 403, da cui si può salire velocemente al Rifugio Giussani o rientrare direttamente al Rifugio Dibona.

In alternativa è possibile abbinare la salita con la ferrata Aglio, di cui parleremo nel prossimo capitolo, e raggiungere la Tofana di Mezzo.

Come ultima soluzione, si può ripercorrere all'indietro il sentiero attrezzato Olivieri, che vi riporterà al Rifugio Pomedes.

La durata dell'escursione sarà di circa quattro ore e mezza, con un dislivello totale di 1500 metri, di cui 450 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Gianni Aglio

La via ferrata Gianni Aglio è una bellissima ferrata che si snoda lungo il crinale tra il Dos de Tofana e la cima della Tofana di Mezzo. Molto esposta, poco attrezzata e piuttosto impegnativa, è uno dei percorsi più panoramici delle Dolomiti. Di questa ferrata esistono diverse varianti, ad esempio quelle che rendono più facile l'avvicinamento utilizzando la funivia di Ra Valles o la seggiovia verso il Rifugio Pomedes.

Nel nostro caso descriveremo la versione più impegnativa, che sale dal Rifugio Angelo Dibona. Il rifugio può essere raggiunto in automobile, percorrendo una stretta strada montana, in parte sterrata, che si conclude con un ampio parcheggio. Nei periodi di maggiore afflusso, è consigliabile partire di prima mattina per non trovare il parcheggio pieno.

Il Rifugio Dibona.
Il Rifugio Angelo Dibona.

Una volta raggiunto il Rifugio Dibona la soluzione classica è quella di salire lungo il sentiero 421 per circa quaranta minuti, fino a raggiungere il Rifugio Pomedes e concatenare la salita con la vicina via ferrata Olivieri, di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente. In questo modo l'esperienza sarà molto più appagante, ma se non siete allenati il rischio è quello di arrivare già stanchi all'attacco della ferrata Aglio. In alternativa, da Pomedes, è possibile seguire il Sentiero Attrezzato Olivieri, rendendo la salita più affrontabile, ma allungando l'escursione di circa quarantacinque minuti.

Se cercate una variante meno impegnativa, consigliamo di partire dal Rifugio Angelo Dibona e seguire il sentiero 403 in direzione del Rifugio Giussani, per poi seguire il tratto che sale a mezzacosta verso la Punta Anna e inserirsi nell'ultima tratta della via ferrata Olivieri, fino a raggiungere il Dos de Tofana.

La Tofana di Mezzo, dove sorge la ferrata Gianni Aglio.
Creative Commons, by Gnopera83.

Dal Dos de Tofana si attacca subito la ferrata con una scala verticale di circa dieci metri, seguita da un tratto su cresta esposta. Si prosegue alternando versanti nord e sud con passaggi attrezzati e brevi salti rocciosi fino alla forcella sotto la Torre Aglio. Qui inizia il tratto più impegnativo, si sale verticalmente sulla parete est della torre, poi si affronta il famoso traverso della Cengia Aglio, molto esposto e stretto.

Superato questo punto, si raggiunge un terrazzo detritico e si attraversa il Bus de Tofana, una grande apertura naturale nella roccia che regala una vista mozzafiato. Da qui, si scende brevemente alla base della cresta sud-est della Tofana di Mezzo, per poi risalire su pendii detritici e tratti attrezzati con scale e barriere anti-valanghe. L'ultimo tratto è il più semplice, su sentiero e roccette, fino alla croce di vetta.

Per il rientro l'escursione prevederebbe di tornare al Rifugio Giussani lungo il primo tratto della Ferrata del Formenton, per poi svoltare a sinistra sul sentiero segnato, ma non numerato, che scende lungo il crinale in direzione della Forcella del Vallon. Si stratta di un sentiero ripido ed esposto, che una volta completato permette di tornare facilmente al Rifugio Dibona lungo il sentiero 403.

Se siete stanchi la discesa può essere agevolata dalla Funivia Freccia nel Cielo, che da Cima Tofana permette di scendere fino alla stazione intermedia di Ra Valles, da cui si può tornare al Rifugio Dibona tramite il Sentiero Attrezzato Astaldi.

La durata dell'escursione sarà di circa otto ore e mezza, con un dislivello totale di 800 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Tomaselli

La via ferrata Tomaselli è un itinerario che si snoda lungo la cima Fanis Sud, nel gruppo di Fanes. Impegnativo, esposto e a tratti molto tecnico, richiede un'ottima preparazione fisica. È ritenuta una delle ferrate più difficili e affascinanti delle Dolomiti, specialmente per il magnifico panorama visibile dalla vetta.

La partenza della ferrata sorge nei pressi del Rifugio Lagazuoi, che può essere facilmente raggiunto con la Funivia Lagazuoi o, in alternativa, lungo il sentiero ferrato Kaiserjäger, che abbiamo descritto in un capitolo precedente.

La Punta Fanis, dove sorge la Ferrata Tomaselli.
Creative Commons, by C. Stockner.

Una volta raggiunto il rifugio, si segue il sentiero 20 verso nord, seguendo le chiare indicazioni per la ferrata. Raggiunta la targa commemorativa, la ferrata inizia su pareti levigate e traversi esposti che richiedono forza e decisione. Dopo i primi tratti verticali e panoramici, si affrontano alcune strette cenge e un lungo diedro attrezzato, fino a raggiungere la vetta di Cima Fanes Sud, dove potrete godere di una vista spettacolare.

La discesa, anch'essa ferrata, si svolge verso nord lungo alcuni balzi verticali e un camino, per concludersi su un canalone che vi permetterà di ritornare al sentiero verso il Rifugio Lagazuoi e la partenza della funivia.

La durata dell'escursione sarà di circa cinque ore e mezza, con un dislivello totale di 500 metri, di cui 300 metri su sentiero attrezzato.

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Via Ferrata Sci Club 18

La Via Ferrata Sci Club 18 è un nuovo itinerario realizzato sul Monte Faloria. Caratterizzata da forte verticalità e viste panoramiche, viene generalmente considerata come la ferrata più difficile a Cortina d'Ampezzo. Si tratta di una ripida salita su sentiero attrezzato, molto sportiva, impegnativa e indicata solo ad escursionisti con grande esperienza.

La partenza della ferrata è in località Mandres, che può essere raggiunta con la prima tratta della funivia Faloria o salendo a piedi da Sompiei, dove però non è presente un parcheggio pubblico accessibile, salvo quello evidenziato dal punto sulla mappa visibile cliccando il nome.

Il Monte Faloria, dove sorge la Ferrata Sci Club 18.

Dalla stazione di mezzo della funivia a Mandres, seguiamo il sentiero 206 e le chiare indicazioni fino a raggiungere la targa metallica che indica la partenza del tratto attrezzato. La ferrata Sci Club 18 inizia con un tratto verticale impegnativo, seguito da pareti lisce, tetti rocciosi e traversi esposti. Si alternano staffe e appigli naturali, con passaggi atletici su placche levigate e canalini instabili.

Dopo un camino arrampicabile e una fessura in spaccata, si affronta lo spigolo finale con diedro e forte esposizione. La via termina su una cresta panoramica, dopo rampe e traversi attrezzati, con vista sull'arrivo della funivia e sul Rifugio Faloria.

La discesa può essere fatta lungo il sentiero 212, che dalla cima del monte Faloria scende lungo un tragitto inizialmente ripido, ma non tecnico, fino alla stazione intermedia di Mandres. In alternativa, è anche possibile scendere con la funivia.

La durata dell'escursione sarà di circa tre ore, con un dislivello totale di 650 metri, di cui 350 metri su sentiero attrezzato.

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Attrezzatura e consigli

Per affrontare in sicurezza una via ferrata dovete sempre avere l'attrezzatura adeguata. La cosa più importante è un set da ferrata omologato con moschettoni, imbracatura e casco. In secondo luogo ricordatevi di usare scarpe adeguate, con puntale rinforzato antiscivolo. Nelle ferrate più impegnative, è una buona abitudine proteggere le mani con dei guanti da arrampicata. Se vi manca qualcosa, è sempre possibile noleggiarla in uno dei molti negozi della zona.

Attrezzatura da arrampicata.
Creative Commons, by C.B.Johnson.

Riguardo l'abbigliamento, consigliamo di vestirvi con diversi strati, in quanto in parete è possibile trovare sia vento forte che sole battente. Portate sempre uno zaino leggero dove riporre l'abbigliamento non necessario e dove tenere una giacca antivento e impermeabile. Ricordatevi anche di portare crema solare, occhiali da sole, acqua, un paio di barrette energetiche e una torcia frontale per eventuali passaggi in galleria.

Come consiglio finale, ricordate sempre di controllare il meteo prima di partire e non affrontate una ferrata in caso di condizioni anche solo minimamente incerte. Pur consapevoli che se decidete di affrontare una ferrata significa che siete degli escursionisti esperti, potrebbe essere utile rileggere la pagina che abbiamo scritto per camminare in montagna in sicurezza:

Camminare in montagna in sicurezza.
Camminare in montagna Alcuni consigli per affrontare la montagna in modo sicuro e su come preparare lo zaino. Tempo di lettura: 8 min.
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La palestra di roccia

Se volete allenarvi all'arrampicata o la giornata non è delle migliori, a Cortina è presente la Palestra d'arrampicata sportiva Lino Lacedelli, una struttura indoor con oltre 80 vie e difficoltà da 3B a 8B+, che si sviluppa su 24 metri di altezza.

La palestra di arrampicata sportiva Lino Lacedelli.
Per concessione di Cortina360.

La palestra dispone di una zona lead, con vie lunghe e impegnative, oltre a una sezione con percorsi più brevi, adatti anche ai meno esperti. Per i principianti, è possibile allenarsi sul piccolo boulder dedicato. Le vie vengono rinnovate tre o quattro volte l'anno, in modo da offrire sempre nuove sfide.

Il bar della palestra di arrampicata di Cortina.
Per concessione di Cortina360.

Oltre all'area di arrampicata, la palestra Lino Lacedelli offre anche una zona bar, dove rilassarsi e bere qualcosa dopo l'attività sportiva.

Conclusione

Sperando che questa pagina sulle vie ferrate di Cortina vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere altri interessanti articoli su cosa fare e cosa vedere a Cortina sulla nostra Home Page.

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