Le chiese di Cortina

Alla scoperta delle chiese di Cortina: dalla Basilica dei Santi Filippo e Giacomo alle piccole chiesette di frazione, con descrizione delle opere contenute, dei Santi Patroni e delle festività ad esse legate.

Introduzione

Le chiese principali di Cortina d'Ampezzo sono la centralissima Basilica dei Santi Filippo e Giacomo e la Chiesa della Madonna della Difesa, che si trova vicino al cimitero. Ci sono però altre altre diciassette chiesette di periferia, scopriamole insieme!

La Basilica dei Santi Filippo e Giacomo a Cortina.
La Basilica dei SS Filippo e Giacomo.

Dritti al punto

Questo è un articolo piuttosto lungo. Se vi serve trovare velocemente informazioni su una chiesa specifica, potete selezionarla sull'elenco seguente, oppure potete cliccare qui per aprire il sommario.

La Basilica dei Santi Filippo e Giacomo

La Chiesa Parrocchiale di Cortina d'Ampezzo, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, è una chiesa in stile barocco classicista costruita tra il 1769 e il 1775, ed è stata nominata Basilica Minore nel 2011.

L'interno della Basilica dei Santi Filippo e Giacomo.
Interni della Basilica di Cortina.

La costruzione ebbe inizio nel 1769, sulle fondamenta di due edifici religiosi preesistenti e si sviluppa su un'unica navata, con nicchie poco profonde. Custodisce al suo interno alcune delle opere più significative dell'arte cristiana ampezzana, tra cui i dipinti di Ghedina e Gillarduzzi, due pittori nati a Cortina.

... La Basilica custodisce opere significative dell'arte cristiana ampezzana ...

Una volta entrati, lo sguardo viene subito catturato dall'imponente Altare maggiore, realizzato nel 1773 in legno decorato a stucco lustro da Johannes Mussack Jr. La pala, dipinta da Antonio Zanchi nel 1679 e raffigurante La Madonna ed i Santi Filippo e Giacomo, è di epoca precedente e fu successivamente adattata per essere inserita nell'altare.

Una piccola curiosità: il santo a cui la chiesa è votata è Giacomo Minore "il Giusto", ma sia nella facciata che nella pala è rappresentato Giacomo Maggiore.

L'altare della Basilica di Cortina realizzato da Johannes Mussack jr.
L'Altare maggiore di J. Mussack Jr.

Il soffitto della navata è stato interamente decorato da Franz Anton Zeiller tra il 1774 e il 1775. Il riquadro più vicino alla porta di ingresso rappresenta il martirio di San Giacomo. Il pannello centrale rappresenta la cacciata dei mercanti dal tempio, incorniciata dalle rappresentazioni dei quattro evangelisti. Il terzo pannello, il più lontano dalla porta di ingresso, rappresenta il martirio di San Filippo.

Il soffitto della Basilica di Cortina, decorato da Franz Anton Zeiller.
Il soffitto di F. A. Zeiller.

Il soffitto del presbiterio, quello sopra l'altare, è stato affrescato successivamente da Giuseppe Ghedina e rappresenta la Santissima Trinità. L'opera è stata realizzata nel 1859 su commissione del Comune d'Ampezzo. Una curiosità? Giuseppe Ghedina fu direttore della scuola d'Arte di Cortina dal 1880 al 1883.

Il soffitto del presbiterio della Basilica di Cortina, decorato da Giuseppe Ghedina.
Il soffitto del presbiterio di G. Ghedina.

Dei quattro altari laterali, il più importante è sicuramente quello che troverete a sinistra dell'ingresso principale, vicino alla porta. Si tratta dell'altare della Madonna del Rosario, realizzato nel 1703 dalla bottega di Andrea Brustolon, uno scultore Cadorino formatosi a Venezia, famoso per aver decorato gran parte delle chiese più belle del Bellunese e le cui opere sono visibili anche a Roma e Venezia.

L'altare della Madonna del Rosario, realizzato da Andrea Brustolon.
L'altare di Brustolon.

Di fronte all'altare di Brustolon si trova quello dedicato alla Madonna del Carmine, realizzato in legno dipinto e dorato. Nella parte superiore dell'altare è inserita una pala di scuola veneta del 1693, attribuita ad Antonio Lazzarini, che raffigura La Madonna che offre gli scapolari ai Santi Carmeliti.

A fianco dell'Altare maggiore si trovano due altari laterali molto interessanti. Usando nuovamente la porta di ingresso come riferimento, l'altare di sinistra racchiude le reliquie di San Teofilo e ospita L'Addolorata, l'unica opera presente a Cortina dell'artista ampezzano Luigi Gillarduzzi, pittore noto principalmente in Austria con lo pseudonimo di Alois Gillarduzzi.

... l'unica opera presente a Cortina dell'artista ampezzano Luigi Gillarduzzi ...

Sull'altare di destra, in cui sono custodite le reliquie di San Liberale, si può ammirare la Pala di Giuseppe Ghedina, raffigurante San Giuseppe con Bambino. Un dettaglio affascinante di questo dipinto è la rappresentazione della Cortina di metà ottocento, visibile ai piedi del Santo. In origine il quadro non comprendeva questa aggiunta, che è stata realizzata successivamente dagli eredi di Ghedina.

Dettaglio della pala di Giuseppe Ghedina.
La pala di Giuseppe Ghedina.

Prima di uscire dalla porta principale, vi consigliamo di alzare lo sguardo per ammirare lo splendido organo del 1954, uno strumento da 3078 canne realizzato dalla ditta Mauracher di Linz, progettato per adattarsi perfettamente all'acustica e allo stile artistico della basilica. Nel 2002, il maestro Andrea Zeni ha completato un significativo restauro, che ha restituito allo strumento il suo splendore originario.

L'organo della Basilica di Cortina.
L'organo della Basilica di Cortina.

Prima di concludere questo capitolo, dobbiamo accennare al campanile della Basilica. La torre campanaria misura settantatré metri di altezza ed è stata eretta nel 1852 da Silvestro Franceschi. Il campanile è realizzato in Dolomia, la stessa roccia bianca di cui sono composte le Dolomiti e il pavimento della Basilica.

Se volete avere maggiori informazioni sull'edificio più iconico di Cortina, vi invitiamo a leggere la pagina che abbiamo scritto sull'argomento:

Il campanile di Cortina.
Il campanile di Cortina Tutto quello che c'è da sapere sul campanile di Cortina, visibile da qualsiasi punto della valle. Tempo di lettura: 6 min.
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La Chiesa della Madonna della Difesa

La Chiesa della Beata Vergine della Difesa è la seconda chiesa più grande di Cortina. Situata nei pressi del cimitero comunale, dietro la semplice facciata nasconde interni di grande ricchezza.

L'edificio è stato eretto nel 1750 sul terreno dove, nel XIV secolo, sorgeva una precedente chiesetta. La facciata è molto semplice e ospita solo un delicato affresco raffigurante la Madonna della Difesa, a cui è votata.

L'esterno della Chiesa della Madonna della Difesa di Cortina.
La Chiesa della Madonna della Difesa.

Quello della Madonna della Difesa è un culto molto radicato in Ampezzo in seguito a due avvenimenti, attribuiti alla Vergine, avvenuti nel 572 e nel 1412 in difesa della popolazione ampezzana.

Il primo avvenne durante l'invasione longobarda del Cadore, quando si narra che la Vergine confuse gli assalitori con una nube, facendoli combattere tra loro.

Il secondo è quando un esiguo gruppo di ampezzani e cadorini riuscì a fermare, al passo di Cimabanche, le truppe imperiali di Sigismondo. La vittoria era considerata talmente improbabile da essere ricordata come opera divina.

... quello della Madonna della Difesa è culto molto radicato in Ampezzo ...

Nonostante gli esterni molto semplici, la Chiesa presenta un interno molto ricco, con ampio utilizzo di foglia d'oro e affreschi. Quello che colpisce principalmente è il soffitto, decorato da Valentino Rovisi, artista Trentino e probabile allievo del Tiepolo.

Nell'ampio affresco viene raffigurato l'intervento della Vergine a difesa degli Ampezzani impegnati in battaglia, con la Madonna che tiene in mano una spada, in ricordo della vittoria di Ampezzo contro i soldati Sigismondo di Lussemburgo, nel 1412.

Il soffitto della Chiesa della Madonna della Difesa a Cortina.
Il soffitto della Chiesa della Difesa.

L'Altare maggiore, in stile barocco, ospita una statua in legno della Madonna della Difesa, riccamente abbigliata. L'altare, le statue di San Sebastiano e San Rocco, le colonne e gli angeli sono tutti realizzati in legno ricoperto di foglia d'oro o marmorizzato. L'altare è stato realizzato nel 1747 dal maestro Domenico da Brunico.

L'Altare maggiore della Chiesa della Madonna della Difesa a Cortina.
L'Altare maggiore della Difesa.

Sull'abside, a destra e a sinistra dell'altare maggiore, sono collocate due dipinti di Franz Anton Zeiller, lo stesso artista che ha dipinto il soffitto della Basilica dei Santi Filippo e Giacomo; proprio da lì sono stati trasferiti nel 1881. Ritraggono rispettivamente La Madonna addolorata con il cristo morto sulle ginocchia e La Madonna col Bambino tra San Giacomo Minore e Santa Teresa d'Avila.

L'interno della chiesa è arricchito da affreschi che simulano colonne in marmo e cornici, realizzate nel 1908 dai fratelli Peskoller. Questi accorgimenti danno l'impressione che l'ambiente sia più ampio di quanto è in realtà.

Gli interni della Chiesa della Madonna della Difesa.
Gli interni della Chiesa della Difesa.

Dal 1941 al 2020 la chiesa della Beata Vergine della Difesa è stata custodita dei Frati Minori Francescani. Tuttavia, a seguito della loro partenza, la gestione del santuario è tornata alla Parrocchia di Cortina.

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La Chiesetta di San Francesco

Vediamo ora l'ultimo luogo di culto nel centro di Cortina, la Chiesetta di San Francesco. La sua prima citazione risale al 1396, sebbene la sua origine sia probabilmente precedente. A differenza delle altre chiese del paese, la chiesetta è di proprietà privata e appartiene alla famiglia Constantini.

Nel 2022 la chiesetta è stata riportata al suo antico splendore grazie alla vendita di spazi pubblicitari sui ponteggi del restauro, durato circa due anni.

L'esterno della Chiesetta di San Francesco.
La Chiesetta di San Francesco.

Al suo interno si possono ammirare preziosi affreschi trecenteschi, parzialmente recuperati, raffiguranti San Bartolomeo, San Mattia e San Giuda Taddeo, oltre ad una piccola grotta di Lourdes, realizzata nel 1913 per accogliere una statua della Vergine Maria, di scuola gardenese. Un'opera simile può anche essere osservata nella chiesa della Beata Vergine di Lourdes, a Grava.

La grotta della Madonna di Lourdes.
La piccola grotta di Lourdes..

Sulla facciata della chiesa si trova un affresco di grande valore storico, raffigurante San Francesco. La sua particolarità risiede nel fatto che nel 1718 è stato ricoperto, dopo essere stato danneggiato da un fulmine. Durante il restauro del 2022 è stato riportato alla luce, restituendo all'opera la sua originaria bellezza.

È ancora decisamente visibile il punto dove il fulmine ha colpito; la filosofia di restauro moderna preferisce lasciare visibile il danno, piuttosto che reinterpretare arbitrariamente un affresco in parte perduto.

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La Chiesa di San Rocco

La Chiesa di San Rocco a Zuel è dedicata a San Rocco di Montpellier, venerato come figura di speranza nelle guarigioni dalla peste. Venne consacrata il 10 settembre 1604, ed è l'unica chiesa di frazione dove, fino a poco tempo fa, si sono svolte regolarmente funzioni religiose.

La Chiesa di San Rocco a Zuel.
La Chiesa di San Rocco a Zuel.

All'interno è possibile ammirare la splendida pala d'altare del 1926, opera di Johann Matthias Peskoller, che ha realizzato anche la via crucis e l'affresco sulla facciata, raffigurante la popolazione che si stringe intorno al cuore di Gesù. Di particolare interesse sono anche le due statue lignee di San Rocco e San Sebastiano, realizzate da Matteo Fiori de Ruseco.

Nella cappella di sinistra si può vedere il Cristo de Zuel, un crocifisso ligneo scoperto nel 1695 in un fienile. Ritenuto un evento miracoloso, fu donato alla Chiesa di Zuel, dove è custodito ancora oggi.

L'ultima opera di cui vogliamo parlare è il dipinto di Dino Degasper che ricorda il terribile incendio del 1945 a Zuel, forse doloso, che si ritiene risparmiò miracolosamente la chiesa, grazie al provvidenziale intervento di San Rocco.

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La Chiesetta di San Candido

La pittoresca chiesetta di San Candido a Campo è una piccola cappella di pianta ottagonale, ed è caratterizzata dalla presenza di tre altari stilisticamente molto diversi. Venne costruita nel 1740 come voto del villaggio di Campo di Sopra contro gli incendi, che l'avevano più volte colpito.

La Chiesetta di San Candido di Cortina, a Campo.
La chiesetta di San Candido.

L'altare maggiore, al centro, ospita un dipinto di fine '600 rappresentante San Floriano intento a spegnere un incendio, con il capo rivolto verso la sacra famiglia, ad invocarne la protezione. La parete di sinistra ospita un altare, originariamente proveniente dalla chiesa di San Rocco a Zuel, e raffigurante San Giovanni Battista. Questo altare è fortemente ispirato ad un dipinto di Tiziano Vecellio, rappresentante lo stesso soggetto.

Gli interni della cappella di San Candido, a Cortina.
Gli interni della chiesa di S. Candido.

L'altare a destra ospita il vero tesoro di questa chiesa. Si tratta di un altare in legno del 1549, realizzato da Michael Parth, che era originariamente destinato alla chiesa di Santa Caterina, oggi scomparsa. La pala d'altare a sportelli girevoli è un'opera d'arte che racchiude tutte le competenze tirolesi nella composizione, la scultura, la decorazione e la pittura del legno. Queste opere sono conosciute anche con il nome di Flügelaltar.

Flügelaltar nella chiesetta di San Candido, a Cortina.
Il Flügelaltar di S. Candido.

Prima di concludere, vi lasciamo con due curiosità:

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La Chiesetta di Santa Giuliana

La Chiesa di Santa Giuliana ad Alverà è una chiesetta di gusto settecentesco, che contiene alcuni dei migliori esempi di scultura lignea del XVII secolo presenti in Ampezzo. La cappella fu consacrata il 5 settembre 1716, dopo che il patriarca di Aquileia ne ordinò la conclusione. I lavori erano iniziati nel 1692, ma furono sospesi per mancanza di fondi.

La chiesa di Santa Giuliana, in Alverà.
Chiesa di S. Giuliana ad Alverà.

Appena entrati, lo sguardo viene subito catturato dal prezioso altare barocco in legno, risalente ai primi del Settecento, tra i più belli della vallata. L'altare, riccamente decorato, accoglie una pala di scuola veneta datata 1692, raffigurante la Madonna col Bambino, Santa Giuliana e Sant'Antonio da Padova.

Gli interni della chiesa di Santa Giuliana, a Cortina.
Interni della chiesa di S. Giuliana.

Altre due opere attireranno sicuramente la vostra attenzione. Il primo è un dipinto datato 1863, ad opera di Luigi Ghedina Tomash, che ritrae La Vergine col bambino, assisa su una poltrona di nuvole da cui nasce un raggio di luce che illumina la cappella di Alverà. La seconda opera è del 1692 e risulta essere di autore ignoto. Ritrae Santa Giuliana in prigione, consolata da un angioletto, in cui la Santa è vestita e ingioiellata come una ricca dama di corte.

La Madonna col melograno.
Santa Giuliana in prigione.

Sulla parete sinistra, collocata in una teca, è conservata una piccola Madonna col melograno. La scultura, del 1400 ad opera di ignoto maestro pusterese, è realizzata in tronco di olmo ed è probabilmente l'opera di maggior valore conservata nella chiesa.

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La Chiesetta della B. V. di Lourdes

La Chiesa della Beata Vergine di Lourdes a Grava è una piccola cappella composta da un'unica navata e sei finestre. Venne inaugurata nel 1909 e fu costruita dagli abitanti del villaggio con lo scopo di costruire una chiesa più grande di quella dei loro vicini, gli abitanti del villaggio di Chiave.

La Chiesa della Beata Vergine di Lourdes, a Cortina.
La Chiesa della B. V. a Grava.

L'interno della chiesa è molto semplice ed è apprezzato principalmente per le sculture di Corrado Pitscheider, artista gardenese. L'opera che più colpisce è sicuramente la rappresentazione dell'Arcangelo Michele che, con la spada sguainata, respinge Lucifero all'inferno. Dello stesso artista è anche la statua di Santa Lucia, che conserva gli occhi che le furono strappati all'interno di una coppa.

La statua conservata all'interno della chiesa di Grava.
La statua dell'Arcangelo Michele.

L'ultima opera di grande impatto la potete trovare dietro l'altare, dove potete possibile vedere una ricostruzione della grotta di Massabielle, quando la Beata Vergine apparve ad una pastorella di nome Bernadette. Un'opera molto simile si può trovare anche all'interno della chiesetta di San Francesco.

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La Chiesetta di Sant'Antonio da Padova

La cappella di Sant'Antonio a Chiave è una piccola chiesetta del 1791, che è stata completamente ricostruita nel 1809 a seguito del fuoco di cannone su Chiave da parte delle truppe Napoleoniche. Si tratta di una chiesa molto semplice, con un campanile con cupola a cipolla in stile austriaco, che nasconde al suo interno opere di grande fattura.

La chiesa di Sant'Antonio da Padova, a Cortina.
La Chiesa di Sant'Antonio a Chiave.

L'altare maggiore, in stile barocco, ospita un dipinto di San Giovanni con Bambino ad opera di Giuseppe Lacedelli ed è incorniciato da due statue, sulla sinistra il Cristo flagellato e sulla destra Santa Caterina.

L'altare di sinistra, datato diciassettesimo secolo e di bottega friulana, è un bellissimo esempio di scultura in legno dorato e laccato. La croce a destra è stata acquistata da Enrico Gaspari Bechereto a Gerusalemme e, successivamente, donata alla chiesa.

Gli interni della chiesa di Sant'Antonio, a Chiave.
Interni di Sant'Antonio a Chiave.

La cappella è dedicata ad Sant'Antonio di Padova, che il villaggio celebra il 13 giugno con una piccola festa a cui sono invitati tutti i cittadini.

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La Chiesetta della Madonna della Salute

La Chiesa della Madonna della Salute, a Cadin di Sotto, fu edificata nel 1889, su una precedente cappella del 1787. È votata al culto della Madonna della Salute, che viene festeggiata il 21 novembre. Questa ricorrenza è particolarmente sentita in Veneto, grazie all'omonima chiesa costruita a Venezia, in seguito alla peste del 1630. Si narra, però, che la chiesa di Cadin sia stata eretta come voto per la guarigione di un bambino paralitico.

Gli esterni della chiesa della Madonna della Salute a Cadin.
La Madonna della Salute a Cadin.

La prima opera che si può vedere all'ingresso della chiesa è la lunetta che Giuseppe Ghedina dipinse come ultima opera della sua carriera nel 1896. Ritrae la Vergine con Bimbo e accoglie gli ospiti della chiesetta.

L'interno, molto semplice, ospita un dipinto di San Francesco d'Assisi e una Madonna ex voto del 1716, oltre a due affreschi realizzati da Alvise Zorzi nel 1950 raffiguranti l'innocenza che si accosta alla fede ed il miracolo della guarigione di Cadin, di cui accennato in precedenza.

Gli esterni della chiesa della Madonna della Salute a Cadin.
Interni della Madonna della Salute.

L'altare in marmo è in stile moderno e ospita una statua della Madonna che abbraccia il Bambino tra i Santi Gioacchino e Anna, di Francesco Tavella. Di grande interesse, la cornice barocca in legno intagliato attribuita ad Andrea Brustolon con l'elenco dei confratelli fondatori.

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La Chiesetta di San Nicolò e San Biagio

La Chiesa di San Nicolò, San Biagio e Sant'Antonio Abate a Ospitale sorge al confine nord del territorio di Cortina, nei pressi di Ospitale, un antico ospizio risalente all'undicesimo secolo, storico punto di ristoro per i viaggiatori diretti verso il Tirolo.

La chiesa, consacrata il 30 ottobre 1226, è l'edificio più antico d'Ampezzo. Gran parte delle mura, che si vedono ancora oggi, sono quelle originarie, mentre il tetto in legno e il presbiterio, in stile gotico, risalgono al millecinquecento.

Gli esterni della chiesa di San Nicolò e San Biagio a Ospitale.
Esterni della chiesa di Ospitale.

La chiesetta di Ospitale è dedicata a San Nicolò, venerato nell'area alpina come protettore dei viandanti. Pur essendo una chiesetta ubicata in una zona relativamente isolata, mantiene un forte legame con la popolazione d'Ampezzo. Ogni anno, il primo giovedì dopo la Pentecoste, viene organizzata una processione a piedi, che parte dalla casa cantoniera di Podestagno fino ad Ospitale, dove si svolge la benedizione dei pascoli.

Gli interni della chiesa di San Nicolò, San Biagio e Sant'Antonio Abate.
Interni della chiesa di Ospitale.

L'interno della chiesa è semplice, quasi spoglio, a seguito dei saccheggi subiti nel corso dei secoli. Al suo interno si possono osservare affreschi del XV secolo, ad opera di un ignoto autore locale, un tempo esposti all'esterno, e l'unico altare rimasto, che custodisce una pala di scuola tedesca databile al XVI secolo.

Il crocifisso ligneo dell'abside, trovato a Ciampo de Croš, è di fattura ignota, probabilmente ad opera di un soldato tedesco. Particolare attenzione meritano il pavimento, realizzato in tavole di larice, e il soffitto che è quello originale del 1500.

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Le cappelle minori

In questo capitolo conclusivo esploreremo le cappelle minori che, pur essendo meno conosciute, mantengono intatto il loro valore spirituale e culturale. Queste cappelle sono custodite con cura da cittadini volontari, che ne garantiscono la pulizia e l'efficienza.

La prima cappella di cui vogliamo parlare è la Chiesetta di Sant'Andrea a Col, eretta nel 1668 per volontà di Padre Francesco Colli, per custodire le reliquie che aveva ricevuto in dono dal Vescovo di Bergamo. Nel 1839 la cappella venne completamente ricostruita, assumendo l'aspetto attuale.

La Chiesetta di Sant'Andrea, a Col.
La chiesetta di Sant'Andrea in Col.

Al suo interno è presente un Piccolo altare ligneo, datato 1663, che ospita una pala rappresentante la Madonna con i Santi Andrea, Antonio e Silvestro. Il dipinto sul soffitto, realizzato dall'artista ampezzano Dino Degasper, ritrae il martirio di sant'Andrea. Sulla parete di destra, all'interno di un'ampia teca, si trovano una statua della Madonna e un dipinto di Sant'Andrea, inondato di luce divina, nell'atto di abbracciare la croce.

Gli interni della chiesa di Sant'Andrea.
Gli interni della chiesa di S. Andrea.

La seconda cappella che vogliamo portare alla vostra attenzione è la Chiesetta alpina di Pian de Ra Costaza a Vervei, una chiesa intitolata a tutti i soldati d'Europa, caduti durante le ultime guerre. Si tratta di una chiesa in legno di nuova costruzione, inaugurata nell'anno del Giubileo 2000 e costruita dal gruppo Alpini di Cortina d'Ampezzo.

La Chiesetta alpina di Pian de Ra Costaza, a Vervei.
La chiesetta alpina di Vervei.

Al suo interno ospita un dipinto della Madonna delle Tofane di Paolo Barozzi e un candelabro in ferro ad opera di Rinaldo Ghezze. Colpisce una scultura della Pietà di Andrea Colli Codèš ispirata dall'omonima statua visibile ad Innsbruck, ricorda come il dolore che la Madre di Cristo provò sul corpo martoriato del figlio si estenda a tutti i caduti in guerra.

Passiamo ora alla Cappella della Visitazione al Passo Falzarego, una delle chiese più recenti nel territorio di Cortina. Venne costruita nel 1955 per volere della famiglia Andreis, ai tempi proprietaria dell'Albergo Passo Falzarego.

La chiesa si presenta molto semplice, piccola e graziosa. Sulla facciata appaiono le prime parole del cantico di Maria: "Magnificat anima mea Dominum". L'interno è abbellito da un affresco della Visitazione di Maria, realizzato da Vittorio Casetti, amico della famiglia Andreis.

La Cappella della Visitazione al Passo Falzarego.
Creative Common, Chiesa del Falzarego

L'ultima chiesetta che vogliamo portare alla vostra attenzione è la Cappella del Sacrario Militare a Pocol, che venne eretta nel 1916 per ricordare i compagni caduti sulle Dolomiti, durante la Prima Guerra Mondiale. In seguito, nel 1935, si decise di costruire un grande ossario, per raccogliere i resti di 10.554 caduti, che erano sepolti in vari cimiteri militari non adeguati a onorarne la memoria.

La chiesetta è molto semplice. Al suo interno, sopra la porta di ingresso, si trova un affresco, raffigurante la sentinella che veglia un compagno caduto sulla neve dipinto da Pio Solero. Ogni anno, la domenica dei morti, nella chiesa di Pocol viene celebrata la messa in suffragio di tutti i caduti durante la Grande Guerra del 1915-1918.

Il cimitero e sullo sfondo la cappella.
Creative Common, by touringclub.it.

Se volete avere maggiori informazioni sull'Ossario di Pocol, vi invitiamo leggere la pagina che abbiamo scritto sull'argomento:

Il sacrario militare di Pocol.
Il sacrario militare di Pocol L'ossario che sovrasta Cortina. Una meta poco conosciuta, ma di sicuro interesse storico. Tempo di lettura: 6 min.

Esistono anche altre piccole chiesette che non sono incluse in questa pagina. Si tratta di piccole cappelle di frazione, chiuse o in uno stato di conservazione che le rende inaccessibili o non adatte ai visitatori. Per questa ragione non sono state descritte in dettaglio. Nello specifico sono:

Oltre a queste, esistono anche tre piccole cappelle private. Si tratta della Cappella del Gesù Bambino, della casa di riposo, la Cappella delle Suore Francescane e la Cappella delle Suore Orsoline.

Ringraziamenti

La realizzazione di questa pagina non sarebbe stata possibile senza il libricino della Cooperativa di Cortina: Pietre Vive, le cappelle di Ampezzo attorno alla chiesa madre. Sono stati di grande aiuto anche il sito della parrocchia di Cortina ed i dépliant informativi gentilmente distribuiti all'interno di alcune delle chiese, come ad esempio la Basilica e la chiesa di San Candido.

Esterno della Chiesa della SS. Trinità a Majon.
La Chiesa della SS. Trinità a Majon.

Per la Basilica, molte informazioni sono state trovate anche sul libro San Jaco, storia e arte della Parrocchia di Cortina d'Ampezzo, scritto da Paolo Giacomel.

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Conclusione

Sperando che questa pagina sulle chiese di Cortina vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere altri interessanti articoli su cosa fare e cosa vedere a Cortina sulla nostra Home Page.

Se volete ringraziarci potete farlo visitando la pagina Sostienici. Se, invece, volete suggerire una modifica, proporre qualcosa o farci solo un saluto, nella sezione Info e Contatti, troverete i diversi modi per raggiungerci.