Il Sacrario Militare di Pocol

Il Sacrario di Pocol è un ossario eretto sul Monte Crepa, a Cortina d'Ampezzo. Al suo interno sono conservati i resti dei caduti della guerra mondiale combattuta sulle Dolomiti. Scopriamo quando è stato eretto e come visitarlo.

Introduzione

Il Sacrario Militare di Pocol è chiaramente visibile da quasi ogni punto di Cortina, guardando dal centro di Cortina in direzione delle Cinque Torri, a sinistra delle Tofane. Si tratta di una torre di un colore vagamente arancio, che sorge sulla cima del Monte Crepa, a 1.535 metri sul livello del mare.

Cartolina storica del sacrario militare di Pocol
L'ingresso del Sacrario di Pocol a Cortina
Il monumento del Fante morto dove sono le spoglie del General Cantore
(1) Cartolina storica del sacrario. (2) L'ingresso dell'ossario. (3) Il monumento del Fante morto.

Il monumento alla memoria dei caduti della prima guerra mondiale è una delle attrazioni meno considerate di Cortina, anche se sicuramente merita una visita, in quanto possiede un fascino particolare ed evoca pensieri profondi e malinconici.

... non si tratta di un luogo per lo svago, ma di un cimitero alla memoria...

Ovviamente non si tratta di un luogo per lo svago delle famiglie, ma di un cimitero alla memoria, quindi l'ambiente è austero ed invita alla riflessione sull'estremo sacrificio che i soldati hanno fatto per la patria, combattendo in condizioni disumane sulle trincee dolomitiche.

La storia del Sacrario

Il Sacrario militare di Pocol fu inaugurato nel 1939, i lavori iniziarono nel 1932 e furono completati nel 1935, su progetto dell'ingegner Giovanni Raimondi.

L'ossario si presenta come un'imponente torre, alta 48 metri, con un basamento a due ripiani che racchiude il vero e proprio Sacrario. Lo stile è quello dell'epoca, assimilabile con l'architettura razionalista del periodo fascista. Si tratta del monumento alla memoria più imponente sul fronte dolomitico.

... è stato eretto dove in precedenza c'era il Cimitero delle Aquile...

La torre è stata eretta nei pressi del Belvedere di Pocol, dove in precedenza esisteva il Cimitero delle Aquile, allestito nel 1915 per dare degna sepoltura a coloro che morirono durante l'avanzata nelle Dolomiti.

Una volta completata la costruzione, le salme dei soldati vennero trasferite dal Cimitero delle Aquile all'interno dell'ossario, oltre ai resti di caduti italiani, noti ed ignoti, provenienti dai vari cimiteri di guerra del Cadore e dell'Ampezzano. Dell'operazione si occuparono squadre di operai militarizzati con l'assistenza di un cappellano militare.

Secondo alcune fonti non tutta la popolazione era felice di spostare i caduti dal loro luogo di risposo. Grandi pensatori, del calibro di Paolo Monelli e Dino Buzzati hanno provato a difendere la quiete dei gli antichi commilitoni, senza ottenere grandi risultati.

... le condizioni in cui versavano i cimiteri militari non erano ottimali...

Per dovere di cronaca, dai verbali comunali dell'epoca, appare chiaro che le condizioni in cui versavano i cimiteri militari non erano ottimali e spesso veniva fatto notare quanto fossero necessarie riparazioni e manutenzione. Probabilmente si è cercata la soluzione migliore, che potesse dare una degna sepoltura ai caduti per lunghi anni.

Il cimitero era servito da una piccola cappella, costruita nel 1916 dagli alpini del 5° Gruppo, la cui campana suona ancora oggi, una volta all'anno, nell'anniversario della fine della Grande Guerra per l'Italia, il 4 Novembre.

All'interno della chiesetta, sopra la porta di ingresso, è stato dipinto un affresco da Pio Solero, raffigurante la drammatica scena di un alpino nella neve, mentre veglia un commilitone caduto.

Di seguito pubblichiamo tre fotografie molto interessanti, tratte dalla pagina di Wikipedia sul sacrario e di proprietà del Touring Club Italiano, dove si può vedere come era strutturata l'area prima della costruzione del sacrario militare.

... brillarono come stelle e si spensero nell'infinito...

Le fotografie sono state leggermente restaurate. Commovente la frase chiaramente visibile all'ingresso, Brillarono come stelle e si spensero nell'infinito.

L'ingresso del cimitero, brillarono come stelle e si spensero nell'infinito
Dettaglio di una tomba
Il cimitero e sullo sfondo la cappella
(1) L'ingresso del cimitero. (2) Dettaglio di una tomba. (3) Il cimitero e, sullo sfondo, la cappella.

All'inaugurazione, presieduta da un cappellano militare, risultavano presenti il sottosegretario De Marsanich, sua Altezza Reale il duca di Pistoia, il figlio del General Cantore e la madre del tenente Barbieri.

... il totale delle salme è 10.554...

In origine all'interno del sacrario erano conservati i resti di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 rimasti ignoti, oltre a quelli di 37 caduti austro-ungarici noti, provenienti dai vicini cimiteri di guerra di Brunico e San Candido.

Negli anni successivi all'inaugurazione verranno portati nell'ossario di Pocol i resti di molti altri soldati riaffiorati sulle montagne, alla fine del 2010 il totale delle salme è salito a 10.554.

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Curiosità

Prima di passare alla descrizione del santuario, vogliamo lasciarvi con una curiosità. Ogni anno, la domenica dei morti, viene celebrata a Pocol la messa in suffragio di tutti i caduti. Per ricordare questo evento, durante la settimana che precede la commemorazione di tutti i fedeli defunti, viene accesa una grande croce sulla facciata dal sacrario militare, chiaramente visibile da qualsiasi punto del paese.

Come raggiungerlo

Il Sacrario di Pocol è aperto i giorni feriali, escluso il lunedì, dalle ore 09.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00.

Può facilmente essere raggiunto in automobile, seguendo le indicazioni verso il Passo Giau - Passo Falzarego oppure in corriera, scendendo alla fermata di Pocol e proseguendo a piedi per un centinaio di metri. In alternativa è possibile raggiungerlo anche a piedi, ma vi aspetterà un'escursione di almeno un paio d'ore. L'accesso è gratuito.

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Visita all'ossario

Una volta parcheggiata la macchina sull'ampio parcheggio, entrate attraverso le mura, dove troverete una salita con esposte alcune opere in pietra dedicate ai caduti ed un cartello che invita al rispetto del luogo. Le sculture rappresentanti l'alpino sono una copia di quelle che possono essere viste nel centro di Cortina, sul monumento commemorativo al Gen. Cantore nei pressi della stazione degli autobus.

La scalinata di ingresso al Sacrario Militare di Pocol
Un cannone esposto nell'ossario di Cortina
Il Sacrario Militare di Pocol a Cortina
(1) La scalinata di ingresso al sacrario. (2) Cannone esposto a Cortina. (3) Il sacrario dall'esterno.

Una volta giunti in cima alla salita, verrete accolti da una statua del Leone di S. Marco. L'opera inizialmente faceva parte di una fontana collocata in piazza Venezia e venne fatta costruire dal Podestà di Cortina, nel 1936, per ricordare i giorni in cui Ampezzo faceva parte della Serenissima, in un periodo storico in cui il nazionalismo era molto forte. Negli anni '60 la fontana venne demolita e la statua del leone fatta spostare a Pocol.

Attraversate ora i due cannoni che delimitano la gradinata di accesso scavata nella roccia e scendete lungo la rampa, fiancheggiata dalle tavole in bronzo della Via Crucis realizzate da Giannino Castiglioni. Una volta raggiunto il piazzale principale, vedrete esposti altri reperti bellici e l'ingresso del santuario. Se svoltate a sinistra, addentrandovi un po' nel bosco, troverete la piccola chiesetta del Cimitero delle Aquile, di cui abbiamo parlato in precedenza.

Una volta visitato il piazzale, dirigetevi all'ingresso del santuario, delimitato da due pezzi di artiglieria. Attraversata la porta principale, verrete accolti da un ambiente molto austero, in linea con lo spirito del luogo. Nella cripta al centro della torre è presente una grande lapide in pietra, raffigurante il Fante Morto, al cui interno sono conservate le spoglie del Generale Antonio Cantore e del Tenente Francesco Barbieri, mentre le spoglie degli altri caduti sono raccolte in loculi disposti lungo le pareti interne dei corridoi.

Le lapidi all'interno del Santuario di Cortina
Il dolore scaturisce da una statua in pietra
Interni del Santuario Militare di Pocol
(1) Le lapidi all'interno del Santuario. (2) Il dolore scaturisce da una statua in pietra. (3) Interni del Santuario Militare.

Salendo al piano successivo è possibile vedere le tombe di Riccardo Bajardi e Mario Fusetti, oltre che avere una diversa prospettiva sulla la statua del fante morto. Purtroppo non è possibile salire fino alla cima della torre, da cui si vedrebbe un bellissimo panorama di Cortina, ma in fondo è comprensibile: non è un luogo di svago.

Una volta ritornati nel salone principale potete uscire nuovamente all'aria aperta e, magari, passeggiare ancora un po' nei pressi della costruzione. La visita all'ossario si conclude qui, non vi resta che riprendere la scalinata e tornare all'automobile.

Riflessione

Camminando in questo luogo, ed osservando le innumerevoli lapidi, il pensiero su quante giovani vite siano state spezzate su queste montagne è straziante. Si tratta di un luogo in grado di far riflettere sugli orrori della guerra forse più delle tutte le fotografie presenti sui libri di storia.

Leggere l'impressionante numero di nomi scritti sulle pareti, considerando che la maggior parte delle salme non ha nemmeno un nome, è opprimente.

Personalmente consideriamo che l'ossario di Pocol sia il luogo dove più si respira il lutto e la sofferenza che la guerra ha portato nelle Dolomiti.

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Conclusione

Sperando che questa pagina sul Sacrario Militare di Pocol vi sia piaciuta, vi ricordiamo che potete leggere tutti gli articoli che abbiamo scritto su Cortina d'Ampezzo cliccando qui.

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