Le specifiche delle lenti, spiegate bene

Capire gli obiettivi: lunghezze focali definite in millimetri, aperture definite in f‑stop, grandangolo, teleobiettivo, stabilizzatore, zoom, fisso. Facciamo un po' di chiarezza in questo mare di termini tecnici.

Introduzione

Il mondo degli obiettivi per fotocamere è pieno di termini tecnici, apparentemente incomprensibili. In realtà si tratta di concetti piuttosto semplici, se spiegati nel modo giusto. Questo è esattamente quello che vogliamo provare a fare. Seguiteci in questo viaggio!

Il Canon EF 70-200 mm f/4 L IS USM.
Creative Commons, by JJ Harrison.
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Perché e per cosa si usano i millimetri?

Quando si vanno a controllare le specifiche di una lente la prima cosa che viene specificata è quasi sempre la lunghezza focale, che è espressa in millimetri. In fondo, qual è la cosa più importante da sapere di un'ottica? Sicuramente è capire se si tratta di un obiettivo ampio, per fotografare panorami, oppure un'ottica stretta, per dettagli lontani.

Per fare chiarezza in modo inequivocabile, è stata inventata una scala di valori, che è definita lunghezza focale. In questa pagina vogliamo spiegarvi le cose in modo davvero molto semplice, quindi useremo degli esempi; perdonateci se vi sembreranno banali, ma vogliamo essere capiti da tutti.

Diversi obiettivi di una reflex.
Creative Commons, by K. Williamson.

Immaginate di essere in spiaggia, davanti a noi abbiamo una modella in posa, sullo sfondo la sabbia e le onde del mare. La distanza fra il nostro obiettivo e la ragazza è di circa due metri. Se preferite immaginare un modello maschio e muscoloso non ci sono problemi, ma noi restiamo sulla modella. Concentratevi sulla distanza: sempre fissa, a circa due metri.

Se nell'inquadratura possiamo vedere la figura intera, dalla testa ai piedi, allora stiamo guardando attraverso un grandangolo 24 mm. Prendiamo questo come primo esempio perché il grandangolo 24 mm è senza dubbio l'ottica a cui siamo più abituati, siccome è quella che usano la maggior parte dei telefoni cellulari.

In teoria adesso dovremmo partire con una lunga e noiosa spiegazione del perché è stato deciso di chiamarlo 24 mm, che riguarda la distanza in millimetri di un'ottica definita normale da una pellicola 35 mm, ma ve lo risparmiamo. Prendetelo come un dato di fatto: 24 mm sono un grandangolo standard.

Modella attraverso un 24mm.
24 millimetri, generata con Grok.

Torniamo al nostro esempio: la modella in spiaggia, a due metri da noi, ma attraverso un'ottica diversa. In questo caso immaginate di vedere la ragazza più piccola, apparentemente più distante, infatti non riempie più tutta la foto, ma circa la metà.

Tutta l'immagine si distorce, schiacciandosi al centro, facendo spazio alla parte esterna, che prima era tagliata fuori dall'inquadratura. Questa è un'ottica ultra grandangolare: tanto più la lente è grandangolare, tanto più piccolo è il numero che la distingue. Un grandangolo spinto è generalmente 16 mm.

Modella attraverso un 16mm.
16 millimetri, generata con Grok.

Ora diventa piuttosto logico che, all'aumentare della lunghezza focale, il soggetto risulterà sempre più vicino e dettagliato. Salendo di focale abbandoniamo il mondo dei grandangoli, andando verso le ottiche normali. L'ottica normale per eccellenza è il 50 mm, ma sono considerate normali tutte le lunghezze focali dai 35 mm fino ai 70 mm.

Modella attraverso un 50mm.
50 millimetri, generata con Grok.

Continuando ad aumentare i millimetri, si entra nel mondo dei teleobiettivi, che comprendono tutte le ottiche superiori a 70 mm. A partire dai 200 mm si comincia ad avere un buon teleobiettivo, mentre un'ottica da 600 mm inizia ad essere un tele decisamente spinto.

Modella attraverso un 100mm.
100 millimetri, generata con Grok.

Non esiste un limite massimo; anche le ottiche dei telescopi che abbiamo mandato nello spazio per fotografare a distanze siderali possono essere espresse in millimetri, ad esempio il telescopio spaziale Hubble ha una lunghezza focale di circa 57.600 mm.

Il telescopio spaziale Hubble in orbita.
Creative Commons, by NASA.

Concludiamo questo capitolo con un elenco delle lunghezze focali più comuni nelle diverse categorie.

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Ottiche fisse e zoom

Ormai la maggior parte delle foto viene fatta con il cellulare, ma esiste tutto un mondo di ottiche per macchine fotografiche che hanno ancora un certo seguito. Una cosa molto importante da sapere è se un'ottica è fissa, oppure si tratta di uno zoom.

La differenza principale è che un'ottica fissa, come dice il nome, ha una lunghezza focale ben definita, che non può cambiare. Di solito sono lenti più semplici, nel senso che hanno meno meccanismi, quindi sono più leggere a parità di caratteristiche. Sono generalmente superiori qualitativamente, più luminose e con più definizione. Nel mondo dei telefoni sono lo standard.

Un Canon 50 millimetri f/1.8
Creative Commons, by JTPickering.

Gli zoom sono una delle cose che vengono più fraintese in fotografia. Siccome il termine viene spesso usato anche come sinonimo di ingrandimento, la maggior parte delle persone pensa che sia un altro modo di definire un teleobiettivo, ma la realtà è ben diversa.

Il termine zoom, in fotografia, sta ad identificare un'ottica che può cambiare in modo fluido la lunghezza focale. In altri termini, parliamo degli obiettivi che possono essere ruotati, per avvicinare o allontanare il soggetto fluidamente. Nel mondo dei cellulari lo zoom viene simulato in maniera digitale, ma a conti fatti non cambia molto.

Una lente Nikon Zoom.
Creative Commons, by yoppy.

Considerato che il termine zoom è, a tutti gli effetti, anche un sinonimo di ingrandimento, viene spesso usato nelle fotocamere dei telefoni per spiegare, in modo semplice, quanti ingrandimenti ha il teleobiettivo, anche se dal punto di vista puramente tecnico è piuttosto impreciso. Quello che segue potrebbe far rizzare i capelli agli amanti delle fotocamere tradizionali, ma le definizioni cambiano e non possiamo farci nulla.

... le definizioni cambiano e non possiamo farci nulla ...

Nei telefoni il 24 mm è lo standard de facto, quindi spesso viene definito con il termine 1x, come sinonimo di lente standard. I grandangoli molto spinti vengono spesso definiti con 0.5x oppure 0.6x, mentre i numeri maggiori di uno sono destinati ai teleobiettivi, che vengono definiti 3x, 5x, oppure 10x.

La logica è piuttosto semplice, ora che abbiamo chiaro in che modo i millimetri definiscono la lunghezza focale. Nel momento in cui il 24 mm viene considerato corrispondente ad 1x, un numero inferiore come 0.6x prevede di fare 24x0.6=14 mm, molto grandangolare, mentre un numero più alto, ad esempio il 5x, prevede di fare 24x5=115 mm, che è un leggero teleobiettivo.

Il software dei telefoni col loro modo di identificare con la x la lunghezza focale.

Questa logica è nata prima dei telefoni, con le macchine fotografiche "Bridge", che spesso avevano ingrandimenti estremi. Anche i telefoni stanno iniziando a proporre fotocamere con ingrandimenti molto elevati, grazie all'utilizzo di teleobiettivi periscopici integrati nella scocca.

Superzoom 10,000x.

Ovviamente sono definizioni commerciali, spesso arrotondate e che non sostituiscono assolutamente le specifiche tecniche, ma danno un'idea facile da capire, anche se approssimativa, di quanto sia l'ingrandimento effettivo.

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Lo stabilizzatore

Nel caso di teleobiettivi molto spinti, le piccole vibrazioni della mano vengono fortemente amplificate, con il rischio di ottenere immagini mosse. Per cercare di ridurre il problema, è stato inventato lo stabilizzatore d'immagine, un dispositivo elettronico applicato all'ottica oppure al sensore che si occupa di cercare di annullare, per quanto possibile, le vibrazioni della mano a zoom elevati.

Animated example of how the image stabilizer works.

Uno stabilizzatore dovrebbe ridurre fino a quattro volte il rischio di avere del mosso, a scapito di una leggera perdita di nitidezza. I risultati dipendono molto dalla qualità dell'obiettivo e dal tipo di scatto, ma ci basta sapere che ci aiuta molto, in modo totalmente automatico, ad evitare il mosso con poca luce o scattando con un teleobiettivo.

Ci sono diversi nomi per chiamare lo stabilizzatore, il più famoso è sicuramente OIS, che è lo standard nel mondo dei telefoni. I più famosi marchi usano VR per Nikon, IS per Canon, OSS per Sony, VC per Tamron e OS per Sigma.

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L'apertura del diaframma

Quando andate ad acquistare una nuova ottica la lunghezza focale è una cosa importante, ma non è l'unico parametro da valutare. La luminosità dell'ottica è un altro parametro importantissimo, quasi più della lunghezza focale.

Diaframma fotografico di un Canon 50 mm f/1.8 II in dettaglio.
Creative Commons, by Gophi.

La luminosità dell'ottica definisce quanta luce riesce a catturare la lente e viene definita con una lettera "f" seguita da una "/". Esattamente come per la lunghezza focale, anche per l'apertura del diaframma è stato decisa una scala di valori standard. Vediamo le aperture principali:

L'argomento qui è stato trattato in maniera riassuntiva, perché abbiamo già scritto un articolo che parla dell'apertura del diaframma e della profondità di campo in modo molto più completo. Potete leggerlo cliccando qui sotto:

Il diaframma in fotografia.
L'apertura del diaframma f/ In che modo l'apertura della focale influisce sulla profondità di campo e sui tempi di scatto. Tempo di lettura: 7 min.
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Autofocus e motore ultrasonico

I produttori hanno sempre a catalogo una serie di lenti di livello superiore alle altre. Per distinguere queste lenti "premium" viene adottata una sigla: L su Canon, ED su Nikon, GM su Sony, EX su Sigma ed SP su Tamron. Spesso per riconoscerle viene usato un colore caratteristico come il bianco, oppure un logo, o una riga rossa oppure oro. Questa serie di ottiche, oltre ad una maggiore qualità costruttiva, spesso dispongono di funzioni avanzate.

Canon EF 24-70mm f2.8 L II USM.
Creative Commons, by John Torcasio.

Una peculiarità delle ottiche di qualità e costo elevati è l'auto focus con motore ultrasonico. Si tratta di una tipo di motore molto veloce e silenzioso. Viene definito USM su Canon, AF-S su Nikon, DDSSM su Sony, HSM su Sigma ed USD su Tamron.

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I nomi delle lenti

Ora che abbiamo chiarito cosa sono tutte le possibili caratteristiche di un'ottica, analizziamo alcuni nomi commerciali per ripassare tutti i concetti.

Canon EF 24 mm f/1.4 L USM II: prodotto dalla marca Canon è un fisso 24 mm. Siamo nel mondo dei grandangoli, ma nulla di esagerato. Estremamente luminoso, in quanto f/1.4, fa parte della serie premium indicata dalla lettera L. Autofocus ad ultrasuoni, il migliore, definito dalla sigla USM. Il numero romano II indica che è la seconda versione, quindi un progetto precedente che è stato ricostruito con tecnologie più moderne. La sigla EF è riferita all'innesto a baionetta, compatibile con la messa a fuoco elettronica e con i corpi full frame.

Nikon AF-S 70-200 mm f/2.8 VR: in questo caso il produttore è Nikon. Siccome la lunghezza focale è definita da due numeri, si tratta di uno zoom che parte da 70 mm fino a 200 mm. È un teleobiettivo a tutti gli effetti, anche all'ingrandimento inferiore. Davvero un'ottima lente, siccome la luminosità è f/2.8 per tutta l'escursione. Si tratta di un'ottica stabilizzata, lo si capisce dalla dicitura VR. La sigla AF-S è riferita alla tecnologia del motore di messa a fuoco interno all'obiettivo Silent Wave Motor (SWM).

Fotocamera in sezione.
Creative Commons, by 4300streetcar.

Sigma 18-200 mm f/3.5-6.3 DC OS HSM: In questo caso la lente è una Sigma, si tratta di uno zoom estremo, da 18 mm a 200 mm. La luminosità è mediocre, in linea col tipo di lente. In posizione grandangolo si tratta di un f/3.5, in posizione teleobiettivo si arriva a f/5.6. La sigla DC significa che funziona solo su APS-C, OS che è stabilizzata, ed infine HSM che ha l'autofocus con motore ultrasonico.

Tamron SP AF 90 mm f/2.8 Di MACRO 1:1: Produttore Tamron, SP sta per super premium, AF per autofocus. Un fisso da 90 mm abbastanza luminoso, f/2.8. La sigla Di sta a significare che è specifico per sensori digitali e MACRO 1:1 che si tratta di un'ottica adatta a fotografare piccoli dettagli, inoltre permette di avvicinarsi molto al soggetto.

Conclusione

Sperando che questa pagina sugli obiettivi fotografici vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere altri interessanti articoli riguardo la tecnica fotografica nella nostra pagina dedicata.

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