L'apertura del diaframma in fotografia

La definizione del diaframma e dei suoi valori, cosa significa aperto, f, etc.

Introduzione

Con diaframma in fotografia ci si riferisce a quelle lamelle che permettono alla luce di entrare nell'obiettivo. Ma cosa significa diaframma aperto? Cosa si intende con f? Qual è la definizione di diaframma in fotografia? In questa guida cercheremo di rispondere a queste domande.

Diaframma fotografico di un Canon 50 mm f/1.8 II in dettaglio.
Creative Common, by Gophi.

Cos'è il diaframma?

Il mondo della fotografia presenta molte variabili che devono essere considerate quando si scatta una foto, ma i due parametri che influiscono maggiormente su uno scatto sono la velocità dell'otturatore e l'apertura (o diaframma). In questa guida approfondirò il secondo. Questa guida presuppone che tu abbia già le conoscenze di base sulla terminologia fondamentale; dovresti almeno sapere cos'è la velocità dell'otturatore e come influisce sulle tue foto.

Generalmente un qualsiasi obiettivo, eliminando tutte le diciture relative a messa a fuoco, stabilizzatore e altre sigle, viene definito da due parametri fondamentali: la lunghezza focale (in millimetri) e la massima apertura focale. Vediamo ad esempio il Canon EF 70-200 mm f/4 L IS USM, un ottimo zoom prodotto da Canon.

Come abbiamo già detto, l'unico dato che andremo ad analizzare in questa guida è l'apertura del diaframma. Come già spiegato in precedenza, può essere immediatamente identificato dalla lettera f minuscola, solitamente seguita da una barra e da un numero, come ad esempio "f/1.4". Ma cosa significa realmente?

Il Canon EF 70-200 mm f/4 L IS USM.

Innanzitutto va detto che il dato che vi viene mostrato è l'apertura massima. Questo valore è un po' contro intuitivo, perché un numero grande significa poca luce, mentre un numero piccolo significa tanta luce. Per fare un esempio pratico, che forse può chiarirvi le idee, dovete pensare ad un rubinetto che si chiude: il valore f/ dichiarato è il valore massimo di acqua che il rubinetto permette di far uscire. Aumentando il valore, andiamo a chiudere sempre di più il rubinetto, facendo uscire sempre meno acqua. Quindi il valore f/ definisce quanta luce può passare al massimo, ma andando ad aumentare il valore non facciamo passare più luce, andiamo a definire quanto stiamo chiudendo il rubinetto. Ora dovrebbe essere ovvio che maggiore è il valore, maggiormente "il rubinetto" è chiuso, meno acqua facciamo uscire, più tempo ci vuole per riempire un bicchiere. Minore è il valore, maggiore è il flusso massimo di acqua, meno tempo ci vuole per riempire il bicchiere.

Diversi livelli di apertura del diaframma fotografico.
Creative Common, by CelinaTH.

Abbiamo capito che l'apertura dichiarata è il valore che determina la massima quantità di luce che l'obiettivo permette di far entrare nel sensore. Più basso è il numero, maggiore è la luce che l'ottica riesce a far passare. Per farla semplice un 50 mm f/1.4 è molto più luminoso di un 50 mm f/4. Bene, molto più luminoso.. ma quanto? Per poterlo quantificare è necessario conoscere la seguente scala dei diaframmi:

f/1 - f/1,4 - f/2 - f/2,8 - f/4 - f/5,6 - f/8 - f/11 - f/16 - f/22 - f/32 - f/45 - f/64

Quella che potete vedere qui sopra è la scala standard dei diaframmi, la differenza che passa tra un valore e il suo successivo viene chiamato in gergo un f/stop. La differenza di luce che passa tra un f/stop e il suo successivo è sempre il doppio. La differenza fra un f/stop e l'altro non cresce in maniera lineare, ma in modo esponenziale. Se volete avere un idea un po' più precisa di come funziona un diaframma fotografico, vi preghiamo di osservare l'animazione di seguito:

Esempio animato di come funziona il diaframma.

Tornando al nostro esempio precedente, sarà più semplice capire la differenza tra un 50 mm f/1.4 e un 50 mm f/4. Dimezziamo la luce che entra nella fotocamera dell'f/1.4 e arriviamo a f/2, dimezziamo di nuovo e arriviamo a f/2.8, poi dimezziamo un ultima volta per arrivare a f/4. In pratica un obiettivo f/1.4 è otto volte (2x2x2) più luminoso di un obiettivo f/4, permette quindi, alla massima apertura, di usare tempi otto volte più veloci, possiamo quindi scattare in 1/125 di secondo anziché in 1/2 secondo. Se vi interessano, ad esempio, le fotografie sportive, chiunque vi consiglierà un ottica più luminosa.

Diversi livelli di apertura del diaframma fotografico.
Creative Common, by J. Halicki.

Ovviamente non siamo sempre costretti a lavorare alla massima luminosità possibile, la fotocamera ci permette infatti di cambiare il valore del diaframma. All'interno di ogni obiettivo ci sono delle piccole lamelle, a mano a mano che impostiamo un valore della f/ più alto (meno luminoso) le lamelle si chiudono, facendo entrare meno luce. Ma perché dovremmo voler cambiare il valore del diaframma? I motivi sono diversi, vediamo di elencarli in ordine di importanza:

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I tempi di scatto

La prima e più ovvia conseguenza di avere più o meno luce che raggiunge il sensore è che, a parità di condizioni, meno luce facciamo entrare, più tempo sarà necessario per ottenere una foto correttamente esposta. Se stiamo cercando di ottenere la foto di un soggetto in movimento perfettamente nitida dovremo scattare con una grande apertura del diaframma, per tenere i tempi bassi. Se stiamo cercando un effetto creativo, come la scia dei fari di una macchina, dovremo chiudere l'apertura del diaframma, in modo da avere dei tempi più lunghi.

Se volete approfondire i tempi di scatto in fotografia, abbiamo scritto una pagina sull'argomento. La potete trovare cliccando qui:

Tempi di scatto in fotografia.
I tempi di scatto Cosa sono i tempi di posa, come influiscono nello scatto e come impostarli correttamente. Tempo di lettura: 8 min.
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La nitidezza

Generalmente un'ottica ha una nitidezza maggiore quando la usiamo due o tre f/stop più chiusa della sua massima apertura. Ovviamente questo è un discorso piuttosto generico, che vale soprattutto per gli zoom, esistono infatti ottiche che lavorano benissimo anche ad apertura totale. In questo caso l'unico modo per trovare il valore migliore da impostare per il vostro obiettivo è mettere la fotocamera su un treppiede, fare diverse foto (una per ogni apertura), e poi analizzare attentamente il risultato per trovare a occhio la foto più nitida (osservate specialmente i bordi).

Test diaframma al centro del fotogramma.

Qui sopra possiamo vedere una prova fatta con un mio obiettivo zoom. La differenza non è poi molta, ma in caso di ottiche iperluminose oppure molto grandangolari (o semplicemente di bassa qualità) ci saranno differenze estremamente evidenti.

Vi consiglio di fare delle prove con i vostri obiettivi. Ho personalmente visto un fotografo con un adesivo attaccato sull'ottica con i valori consigliati, io personalmente cerco di ricordarli a memoria (ritengo che vedere un fotografo "professionista" con l'etichetta del diaframma ottimale sull'obiettivo sia davvero poco professionale). Riuscite ad immaginare una macchina da corsa con un foglietto sul cruscotto con scritto "ricordati di cambiare marcia a 6.000 giri? Qui sotto potete notare l'enorme differenza in termini di nitidezza che danno due fotografie identiche, a sinistra scattata ad f/1.4, a destra ad f/5.6. Per essere sicuro al cento per cento di non avere problemi di profondità di campo, è la foto di una stampa sulla scatola di un telefono.

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La profondità di campo

Per profondità di campo si intende la quantità di spazio in cui un soggetto risulta nitido all'interno della fotografia. Maggiore è il valore dell'f, maggiore è la profondità della zona a fuoco. Eviterò di dilungarmi in formule e tecnicismi, per farvi capire quello che intendo dire mi rivolgerò ad un esempio: Come potete vedere qui sotto gli scacchi in basso sulla foto risultano essere sempre più a fuoco a mano a mano che aumenta il valore dell'f/. Questo vi fa capire che nel caso in cui cerchiate la massima nitidezza e il maggior numero di soggetti a fuoco, come nella fotografia di panorama, sarà consigliato tenere un valore del diaframma piuttosto alto, mentre se volete un soggetto a fuoco che stacca su uno sfondo sfocato, come nei ritratti, sarà meglio scegliere una maggiore apertura del diaframma. Qui sotto potete vedere una fotografia che mostra le differenze di nitidezza dello sfondo a diverse aperture del diaframma: f/1,4 a sinistra, f/2,8 al centro e f/8 a destra.

Profondità di campo a diversi diaframmi.
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Le "stelline" sulle luci

Nel caso di fotografie con illuminazione artificiale, soprattutto notturne, il diaframma modifica la fotografia in modo piuttosto evidente: Più è chiuso il diaframma, maggiore è l'effetto "stellina" che si forma intorno alle luci. Qui di seguito possiamo vedere un esempio, senza nessun intervento in post produzione. Il numero di raggi della "stellina" varia in base alle lamelle del diaframma nell'ottica.

Stellina con diaframma chiuso.

In questa foto è chiaro come, chiudendo il diaframma, si forma l'effetto "luce a stella". f/1.4 nella foto di sinistra ed f/11 nella foto di destra. Attenzione perché ad f/22 i tempi di scatto sono davvero lunghi e potresti anche incorrere in un altro problema: la diffrazione, che andremo a spiegare qui sotto.

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L'aberrazione cromatica

Un diaframma leggermente più chiuso (al massimo due o tre f/stop della massima apertura) diminuisce anche i problemi relativi alle alte luci. Le aberrazioni cromatiche sono dei difetti che appaiono nei punti in cui ci sono luci molto forti in contrasto con soggetti scuri, specialmente se si scatta con obiettivi economici e diaframma troppo aperto o troppo chiuso. Quelle che si vedono più spesso sono dette purple fringing e blue fringing. In pratica si forma un alone viola o blu intorno alle zone con alte luci. Utilizzando valori di apertura del diaframma ottimali il difetto diventa molto meno marcato. Di seguito, Un esempio di aberrazione cromatica "purple fringing" evidenziato dalla freccia rossa.

L'aberrazione cromatica.
Creative Common, by W. Kaiser.
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La diffrazione

Quando viene settato un parametro troppo chiuso per il diaframma, a causa di complicate ragioni ottiche, la fotografia perde in nitidezza. L'immagine appare quindi sfocata. Questo avviene perché i raggi di luce, quando sono costretti a passare in uno spazio troppo piccolo, interferiscono tra di loro ed iniziano a divergere.

Spesso e volentieri troverete siti o riviste che consigliano determinate aperture di diaframma piuttosto elevate. Ricordate sempre che i parametri vengono consigliati sullo standard Full Frame, se la vostra fotocamera è una APS-C, che quindi ha una dimensione del sensore più piccola di quella di una Full-Frame, dovreste usare delle aperture del diaframma meno spinte. Nel caso di una fotocamera APS-C la matematica afferma che dovreste evitare di superare un valore del diaframma di f/11 per evitare di trovarmi a perdere in nitidezza. Vanno comunque aggiunte un paio di postille:

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Conclusione

Sperando che la nostra guida sul diaframma in fotografia vi sia piaciuta, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere altri interessanti articoli su cosa fare e cosa vedere a Cortina sulla nostra Home Page.

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