Scansionare diapositive senza scanner

In questa guida spiegheremo come abbiamo digitalizzato velocemente duemila diapositive, con risultati più che soddisfacenti, senza comprare uno scanner specifico e senza spendere soldi.

Introduzione

Dovete scansionare migliaia di diapositive e non avete lo scanner? Nessun problema! in questa guida vi spiegheremo come digitalizzare diapositive fotografando direttamente il telo di proiezione, a costo zero e con risultati paragonabili a quelli di uno scanner professionale. Vediamo come procedere!

Scansionare diapositive con macchina fotografica digitale.
Immagine generata con Google Gemini AI.

Come procedere

Per molto tempo nostro padre ha archiviato i ricordi di famiglia in diapositive 35 mm. Considerato che le più vecchie risalivano al 1980 e cominciavano a deteriorarsi, abbiamo pensato di convertire tutte le vecchie diapositive in digitale, per un totale di circa duemila immagini. L'unico problema è che non avevamo uno scanner per diapositive.

Scanner per diapositive.
Immagine generata con Google Gemini AI.

La scansione tramite studi specializzati sarebbe risultata decisamente oneroso. L'acquisto di uno scanner per diapositive non aveva molto senso, perché avrebbe richiesto molto tempo e risultava abbastanza costoso. Eravamo sicuri che ci fosse un metodo alternativo, ed eravamo decisi a trovare quello giusto.

Si trattava di ricordi dei nostri genitori da giovani, dei nonni, di noi da bambini e volevamo che fossero quanto più belle possibili. Abbiamo quindi fatto diversi tentativi per scoprire quale metodo offrisse i risultati migliori.

... abbiamo tentato diversi approcci, per trovare quale fosse il migliore ...

Come primo tentativo, abbiamo provato ad utilizzare uno scanner tradizionale, con risultati molto deludenti. Esistevano anche dei modelli più specifici, ma la scansione una ad una avrebbe richiesto troppo tempo e non avevamo nessuna intenzione di comprare uno scanner.

Scanner per diapositive.
Creative Common, by R. Spekking.

Successivamente abbiamo provato a retro-illuminare la diapositiva con un pannello led, per poi fotografarla con un obiettivo macro. Il risultato non era poi così male, ma pensare di farlo duemila volte era un lavoro esagerato per un risultato così mediocre.

Alla fine la soluzione che univa una buona qualità e velocità sembrava essere il fotografare direttamente le diapositive proiettate. Come fare però per ottenere la maggior qualità possibile? Dopo aver fatto diverse prove, vi proponiamo la nostra soluzione.

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"Scansionare" le diapositive

Il proiettore: per la proiezione abbiamo utilizzato il proiettore a caricatore lineare di nostro padre, un Perkeo R2500 con obiettivo Zeiss, telecomando ed autofocus. Non siamo riusciti a fare prove con altri proiettori, ma la qualità dello strumento di proiezione andrà sicuramente ad incidere sulla qualità degli scatti. Potremmo consigliarvi di utilizzare un buon proiettore di marca, con buone lenti, ma viste le difficoltà a trovarli, fatevi andare bene qualsiasi cosa su cui riuscirete a mettere le mani.

Proiettore analogico per diapositive.
Creative Common, by Museoscienza.

Il telo di proiezione: trovare la superficie di proiezione ideale non è stato facile. Il pannello deve essere perfettamente liscio, in quanto la texture del classico telo di proiezione si nota eccessivamente sulle parti uniformi delle fotografie, come il cielo limpido. Abbiamo pensato ad un pannello di metallo smaltato di bianco, ma si vedeva il riflesso della lampada del proiettore. Su internet qualcuno consigliava un pannello realizzato in uno specifico tipo di Plexiglas opaco, che in gergo tecnico viene definito da retroproiezione. Fortunatamente, lavorando in un negozio di elettronica, ne avevamo uno, ma le foto perdevano troppa nitidezza.

Un telo da retroproiezione.
Immagine generata con Google Gemini AI.

Dopo diverse prove abbiamo trovato il supporto ideale dove proiettare le nostre diapositive, ovvero un foglio di carta bianca opaca 50x70 ad alta grammatura, comprato in tipografia. Consigliamo di acquistare diversi tipi di fogli, visto che costano relativamente poco, per trovare poi quello più liscio, opaco e pulito. Provate con entrambe le facce, sia davanti che dietro, per vedere quale offre i migliori risultati. Prima dell'acquisto verificate con il flash del telefono che i fogli non facciano nessun tipo di riflesso.

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Impostazione della fotocamera

Abbiamo utilizzato un teleobiettivo, sia per non avere distorsione, che per poterci posizionare dietro il proiettore. Se volete usare un cellulare dovrete assicurarvi di avere un teleobiettivo o uno zoom digitale di buona qualità.

Inizialmente abbiamo montato un obiettivo macro 90 mm. Successivamente abbiamo provato con il Canon 70-200 mm f/4, senza notare grandi differenze nei risultati. Abbiamo quindi scelto il 70-200 mm  per la flessibilità di posizionamento data dallo zoom. La fotocamera è stata impostata in manuale con i seguenti parametri:

La scelta di usare i tempi in manuale è data dal fatto che la nostra è una fotocamera reflex. Se usate il telefono oppure una compatta, potete lasciare tutto in automatico.

Nonostante la scelta del bilanciamento del bianco automatico possa sembrare un errore, dopo diverse prove abbiamo verificato che offriva i risultati migliori. Qualche diapositiva aveva una forte variazione nei colori, dovuta sia alla vecchiaia che alle diverse tipologie di pellicole utilizzate. Il bilanciamento automatico ha permesso di correggere automaticamente questi errori, ed ottenere scatti più uniformi rispetto all'impostazione manuale calibrata sulla lampada del proiettore. Se volete maggiori informazioni sul bilanciamento del bianco, vi invitiamo a leggere l'approfondimento di seguito:

Il bilanciamento del bianco.
Cos'è il bilanciamento del bianco Capire il bilanciamento del bianco e come impostare la tonalità corretta per una foto perfetta. Tempo di lettura: 11 min.
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Posizionamento fotocamera e proiettore

Dopo aver attaccato al muro il foglio con del nastro adesivo, facendo attenzione che sia bello teso e senza pieghe, abbiamo posizionato il proiettore sul supporto a circa due metri dalla parete, in modo da ottenere una proiezione molto luminosa e definita, di circa cinquanta centimetri sul lato lungo.

La fotocamera è stata posizionata su di un cavalletto, appena dietro al proiettore: abbiamo cercato di restare il più possibile in asse rispetto alla proiezione, per ridurre al minimo le deformazioni dovute all'inquadratura leggermente più alta, in modo da rendere la distorsione trapezoidale praticamente nulla. La rappresentazione di seguito dovrebbe chiarire il posizionamento, anche se è molto semplificata.

Posizionamento proiettore e fotocamera.

Abbiamo poi regolato lo zoom per riempire l'inquadratura con la diapositiva proiettata. Questa fase di regolazione è estremamente importante per ottenere una scansione della diapositiva che riempie completamente il fotogramma, ed eviterei di intervenire nella in post produzione.

Quindi è iniziata la parte noiosa: posizionare le diapositive nel caricatore, inserirlo nel proiettore, premere il tasto per l'avanzamento, scattare la foto, dopo trentasei scatti cambiare il caricatore. Ripetere cinquanta volte.

Scansione di una fotografia fotografando il telo di proiezione.
Foto della diapositiva

Scansionare diapositive senza lo scanner è un po' noioso, ma abbiamo colto l'occasione per farlo con calma, così da rivedere le fotografie della nostra infanzia e rendere piacevole un'attività che, altrimenti, sarebbe stata soporifera. Abbiamo diviso il lavoro in qualche serata, dopo cena, stando attenti a non spostare nulla da un giorno all'altro e caricando le diapositive nel proiettore con delicatezza, per non muoverlo.

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Sistemare le "scansioni"

Come abbiamo accennato in precedenza, se non avete troppe pretese, potete lasciare la fotocamera completamente in automatico, il risultato sarà abbastanza soddisfacente e senza troppe complicazioni.

Noi siamo piuttosto pignoli, quindi abbiamo preferito i settaggi manuali e qualche passaggio di post produzione. Se siete pignoli come noi, continuate la lettura, altrimenti potete saltare direttamente al prossimo capitolo.

Concluso il lavoro, abbiamo notato che una minima parte delle foto avevano un bilanciamento del bianco e un'esposizione completamente sbagliati, siamo quindi passati al fotoritocco.

Lo scatto in RAW si è rivelato molto utile, in quanto ci ha permesso una serie di correzioni senza perdere qualità. Se volete approfondire l'argomento, per capire in che modo sia superiore, vi invitiamo a leggere il nostro articolo di seguito:

Cosa sono i file RAW.
Cosa sono i file RAW Cosa sono e a cosa servono i file RAW? Che vantaggi offrono nel fotoritocco? Scopriamolo Tempo di lettura: 8 min.

Per ottenere risultati ottimali è necessario avere un minimo di competenze su un programma di fotoritocco. In questo capitolo non possiamo andare a farvi una guida completa, ma accenneremo diversi concetti.

Per il fotoritocco abbiamo applicato un ritocco standard a tutte le foto, usando la tecnica dell'elaborazione in batch, che significa che abbiamo applicato alcune correzioni di base a tutte le fotografie in una volta sola, i settaggi si riferiscono al programma DPP della Canon:

Una volta applicata la correzione standard a tutte le scansioni, abbiamo corretto rapidamente i singoli RAW che risultavano troppo chiari, scuri, o sbilanciati. Erano davvero una quantità minima di foto, ci sono voluti pochi minuti.

Scansione della Sardegna fotografando il telo di proiezione.
Foto della diapositiva

Abbiamo quindi esportato le nostre "scansioni senza scanner" in .jpg, riducendo la risoluzione a 3000x2000 pixel, perché di più sarebbe stato inutile. La qualità finale, tutto considerato, è più che soddisfacente. Se vi serve qualche istruzione per procedere, vi lasciamo una lista di link e rapide informazioni.

Nel caso in cui abbiate scattato direttamente in .jpg, vi consigliamo di applicare la post produzione con un programma di fotoritocco. Noi adoriamo GIMP, è gratuito e molto potente, cliccate qui per il sito ufficiale.

Per iniziare è consigliabile applicare un bilanciamento automatico del bianco, per poi aumentare la nitidezza applicando una maschera di contrasto. Come ultimo passaggio, dovreste correggere luminosità e saturazione delle fotografie che sono venute troppo chiare o troppo scure. Cliccando i link si apriranno le relative pagine che abbiamo scritto sul nostro blog per il fotoritocco con Gimp.

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Paragone Scanner-Foto

Prima di stabilire che scansionare le diapositive senza scanner fosse una soluzione accettabile, abbiamo chiesto al fotografo di zona di scansionare una diapositiva con uno scanner professionale in qualità media. Di seguito pubblichiamo il dettaglio di una piccola porzione dell'immagine, in risoluzione nativa per farvi notare in dettaglio le differenze, seguito dai nostri risultati :

Esempio scansione fotografo della diapositiva.
Scansione del fotografo

Di seguito potete vedere il risultato della nostra fotografia della diapositiva e con un bilanciamento automatico del bianco e una maschera di contrasto, come descritto nel capitolo precedente:

Esempio fotografia della diapositiva.
Foto della diapositiva

Rispetto alle scansioni professionali la nostra soluzione risulta leggermente meno nitida, ma più pulita. La qualità generale è lievemente più bassa, ma con un investimento di tempo relativamente contenuto i risultati sono più che soddisfacenti, a costo praticamente nullo. Di seguito, la foto integra, con evidenziato il ritaglio che abbiamo mostrato in risoluzione piena.

Example slide photograph.
The full picture

Nel nostro caso ci sono volute circa 25 ore di tempo, ritocco compreso, per 2.000 diapositive. A conti fatti è meno di un minuto per ogni foto, per non parlare del piacere di riguardare delle foto della nostra infanzia che non vedevamo da anni.

Di seguito troverete il link per scaricare tre diapositive ad una risoluzione di 3000x2000 pixel, in modo da permettervi di verificare l'effettiva qualità di scatto in risoluzione piena. Fa sorridere la qualità generale, non certo paragonabile agli scatti moderni.

Come potete aver dedotto, lo scopo principale di questa tecnica non è la ricerca della massima qualità possibile, ma la possibilità di scansionare velocemente molte diapositive senza uno scanner, per digitalizzarle ed avere i nostri ricordi più facilmente accessibili.

Conclusione

Sperando che la guida per fotografare le diapositive per digitalizzarle sia stata chiara, prima di salutarvi, vi ricordiamo che potete leggere altri interessanti articoli su cosa fare e cosa vedere a Cortina sulla nostra Home Page.

Se volete ringraziarci potete farlo visitando la pagina Sostienici. Se, invece, volete suggerire una modifica, proporre qualcosa o farci solo un saluto, nella sezione Info e Contatti, troverete i diversi modi per raggiungerci.